Ciclone Harry: Trapani, costa ferita e futuro a rischio

Il passaggio del ciclone ‘Harry’ ha lasciato un segno profondo nel territorio trapanese, manifestando con drammatica evidenza la vulnerabilità antropica di una costa modellata da millenni di interazione tra terra e mare.
L’impatto più devastante si concentra nella fascia costiera compresa tra Marinella di Selinunte e Mazara del Vallo, un’area economicamente dipendente dalla pesca e dal turismo, ora provata da una furia naturale che ha alterato profondamente il paesaggio e compromesso infrastrutture vitali.
A Marinella di Selinunte, la forza inaudita delle onde ha innescato un fenomeno ecologico-logistico preoccupante: un’improvvisa traslocazione di posidonia oceanica, altrimenti cruciale per la stabilità del fondale e la biodiversità marina, è stata spinta all’interno del porto, ostacolando le attività di pesca e ponendo a rischio l’integrità delle imbarcazioni ormeggiate.
L’infrastruttura in legno dello scalo di Bruca ha subito danni significativi, rendendo inagibile lo scivolo per disabili, un simbolo di accessibilità che ora, ironicamente, risulta compromesso.
Il litorale di Triscina ha subito un’erosione particolarmente grave, con la quasi completa scomparsa di porzioni di dune sabbiose, ecosistemi fragili che fungono da rifugio per numerose specie di uccelli migratori, alcune delle quali già classificate come a rischio di estinzione.
Questa perdita non è solo un danno estetico, ma una diminuzione della ricchezza biologica del territorio, con conseguenze a lungo termine sulla catena alimentare e sull’equilibrio ecologico.
A Tre Fontane, la violenza delle onde ha travolto la terrazza del lido Nettuno, estendendo il suo impatto fino all’area comunale adiacente, un’area che, purtroppo, già afflitta da problemi di gestione dei rifiuti, ha subito un’ulteriore deturpazione.

Lo stabilimento balneare La Loggia, una struttura iconica del litorale, è stato colpito da una inclinazione pericolosa, un monito sulla precarietà delle costruzioni in prossimità della linea di costa.
Mazara del Vallo, in particolare il lungomare Fata Morgana di Tonnarella, ha subito i danni più consistenti.
La rottura del muretto stradale ha consentito all’acqua di invadere le abitazioni fronte mare, un evento che ha generato panico e lasciato i residenti senza la loro proprietà.
La distruzione dei pochi lidi rimasti testimonia la profonda alterazione del paesaggio costiero e le difficoltà per la ripresa dell’attività turistica.
Mentre città come Trapani, Marsala e Castellammare del Golfo hanno evitato conseguenze dirette, a San Vito Lo Capo le mareggiate hanno danneggiato un pontile mobile e messo a rischio un peschereccio, che fortunatamente è stato messo in sicurezza.
L’evento ‘Harry’ non è solo una calamità naturale, ma un campanello d’allarme che richiede una riflessione urgente sulla gestione del territorio, la pianificazione urbanistica e l’adattamento ai cambiamenti climatici.
È necessario investire in opere di difesa costiera sostenibili, promuovere pratiche di gestione del territorio che rispettino l’ambiente e garantire la sicurezza delle comunità costiere, riconoscendo la forza inarrestabile della natura e la necessità di conviverci in armonia.

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