Etna, Valle del Bove: colata lavica e turismo a rischio

La Valle del Bove, imponente distesa vulcanica ai piedi dell’Etna, è al momento teatro di un’attività eruttiva che estende la colata lavica per circa 2,8 chilometri.
La distanza dal più vicino centro abitato, Fornazzo, si attesta intorno ai 5 chilometri.

Nonostante questa vicinanza, e in virtù di una morfologia prevalentemente pianeggiante – una caratteristica cruciale che mitiga il rischio immediato – il Dipartimento Regionale della Protezione Civile della Sicilia non ha rilevato, allo stato attuale, pericoli diretti per le comunità locali né per le infrastrutture vitali.
Tuttavia, l’attenzione si concentra su un’altra problematica: l’afflusso incontrollato di visitatori.
Questo fenomeno, lungi dall’essere un mero inconveniente, rappresenta una criticità significativa.

La strada provinciale Mareneve, arteria essenziale per il transito dei mezzi di soccorso e per la viabilità generale, rischia di essere compromessa.
L’aumento del traffico potrebbe ostacolare l’accesso rapido ai luoghi di intervento in caso di emergenza, con conseguenze potenzialmente gravi.

Inoltre, la sicurezza degli escursionisti, spesso impreparati e privi di adeguate attrezzature, è seriamente a rischio, soprattutto in un ambiente vulcanico tanto dinamico e imprevedibile.

In risposta a questa situazione, il Comune di Milo ha emanato un’ordinanza che regolamenta e limita l’accesso dalla strada di Pietracannone, diramazione della Mareneve.
L’accesso è ora consentito esclusivamente a gruppi di massimo dieci persone, accompagnati da guide vulcanologiche autorizzate e dotati di attrezzatura tecnica specifica e sistemi di comunicazione radio.
Il divieto di accesso è esteso all’imbrunire, quando le condizioni di visibilità e i rischi intrinseci all’ambiente vulcanico aumentano esponenzialmente.
La delicatezza della situazione si estende anche all’area del Rifugio Citelli, caratterizzata da un orografia più complessa e impervia.

Il sindaco di Sant’Alfio è stato sollecitato ad adottare misure analoghe per limitare l’accesso, mentre al comune di Zafferana Etnea, che include la Valle del Bove nel suo territorio, è stato chiesto di monitorare attentamente la situazione.

La complessa dinamica vulcanica è oggetto di un monitoraggio continuo e multidisciplinare, che coinvolge le strutture scientifiche, il sistema di Protezione Civile e gli enti territoriali.

Un aggiornamento tecnico dettagliato, che analizzerà i dati raccolti e valuterà l’evoluzione del fenomeno, è previsto per le 15:00, in videoconferenza, con il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

Parallelamente, è stato convocato un tavolo tecnico in videoconferenza con tutti gli enti coinvolti, con l’obiettivo di valutare l’efficacia delle misure finora implementate e di definire eventuali azioni correttive o preventive, in un approccio proattivo volto a garantire la sicurezza della popolazione e la gestione responsabile del patrimonio vulcanico.

Il fine ultimo è di bilanciare la necessità di tutela del territorio con il diritto di fruizione scientifica e turistica, in un contesto di costante evoluzione.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap