L’inattesa colonizzazione del lago di Pergusa, in Enna, da parte di un nutrito stormo di fenicotteri rosa sta ridefinendo l’ecologia di questa riserva naturale siciliana.
A partire dall’inizio dell’autunno, un primo gruppo di questi eleganti uccelli aveva già individuato il lago come potenziale rifugio, ma un secondo, più consistente, gruppo li ha recentemente raggiunti, portando il numero totale stimato a circa quaranta esemplari.
La documentazione fotografica e video, pubblicata dal fotografo palermitano Vincenzo Pipitone sul suo canale YouTube, ha amplificato la risonanza di questo fenomeno naturalistico.
L’avvistamento non è un evento isolato, ma parte di una tendenza inarrestabile.
Sebbene i primi esemplari siano stati osservati nel 2023, la presenza di questi uccelli si è progressivamente intensificata negli anni successivi, suggerendo un potenziale stabilimento permanente.
“Non escludiamo che Pergusa possa evolvere in un habitat stabile per i fenicotteri,” afferma Antonio Aveni, agronomo responsabile della riserva.
Questa evoluzione è strettamente legata alle complesse dinamiche ambientali che il lago ha subito.
Le fluttuazioni del livello dell’acqua, accentuate dai cambiamenti climatici e dalla persistente siccità che affliggono la regione, hanno drasticamente alterato la morfologia del lago.
Tradizionalmente, Pergusa poteva raggiungere una profondità di due metri e mezzo, mentre oggi si attesta intorno al metro e venti.
Questo progressivo “appiattimento” ha trasformato il lago in un ambiente più simile a una laguna, un habitat ideale per i fenicotteri, che prediligono acque poco profonde e ricche di microalghe.
La presenza dei fenicotteri, alti tra i novanta centimetri e il metro e mezzo, arricchisce ulteriormente la biodiversità della riserva, dove convivono già diverse specie di volatili.
La diminuzione del livello dell’acqua, inoltre, ha portato ad un aumento della salinità, una condizione cruciale per la nutrizione di questi uccelli, che si cibano principalmente di microalghe e piccoli invertebrati che prosperano in acque salmastre.
Il prossimo passo, come sottolinea Aveni, sarà l’esecuzione di analisi genetiche e isotopiche per determinare l’origine geografica di questi esemplari.
Comprendere da dove provengono i fenicotteri permetterà di ricostruire le rotte migratorie e le cause che li hanno spinti a scegliere Pergusa come dimora, gettando luce sulla loro capacità di adattamento ai cambiamenti ambientali e sulla potenziale vulnerabilità di questa colonia emergente.
L’evento rappresenta un’opportunità unica per studiare l’ecologia dei fenicotteri in un contesto siciliano e monitorare l’impatto dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi locali.

