Rinnovare l’inclusione: il progetto “Includo e il reinserimento lavorativo per i senza dimoraUn’iniziativa nazionale, il cui eco risuona con rinnovata speranza, ha recentemente presentato i suoi risultati a Palermo, in un evento che ha visto il coinvolgimento dell’Università e della cittadinanza.
La fragilità sociale, spesso mascherata da invisibilità e isolamento, non può più essere un ostacolo al reinserimento lavorativo e sociale.
Il progetto “Includo, supportato dal Fondo per la Repubblica digitale, si offre come ponte verso un futuro inclusivo per un nucleo di persone spesso ai margini della società: ben 56 individui in Sicilia, prevalentemente residenti nel tessuto urbano di Palermo, per una media di trentina, uomini e donne, con un’età compresa tra i 25 e i Non si tratta di un semplice corso di alfabetizzazione digitale.
Si tratta di un percorso di trasformazione che affianca competenze digitali – uso dello SPID, navigazione online, utilizzo di piattaforme digitali – con lo sviluppo di competenze trasversali, le cosiddette *soft skills*: la capacità di comunicare efficacemente, la gestione dello stress, la risoluzione di problemi, la presentazione di sé in un contesto professionale, la redazione di un curriculum vitae efficace, la gestione di un colloquio di selezione.
Sono elementi imprescindibili per colmare il divario tra marginalità e inserimento.
L’iniziativa, parte di un più ampio programma nazionale che ne ha coinvolto oltre con successo, vede la collaborazione sinergica di diverse realtà: il centro di studi Opera Don Calabria, promotore di un approccio innovativo nel sociale, le Salesiane, custodi di valori di accoglienza e solidarietà, la Federazione Italiana Organizzazioni, punto di riferimento per chi, come la Caritas, un’istituzione al servizio dei più vulnerabili, e il Dipartimento di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali dell’Università di Palermo, che conferisce rigore scientifico e apertura al mondo accademico.
«La sfida,» ha sottolineato Don Sergio Ciresi, direttore della Caritas, «era quella di creare un ambiente sicuro e stimolante, dove persone spesso segnate da esperienze difficili potessero sentirsi accolte e motivate ad apprendere.
Siamo orgogliosi dei risultati ottenuti e convinti che questa sia solo l’inizio di un percorso di crescita e di reinserimento.
»L’obiettivo primario è quello di dimostrare come la tecnologia, se messa al servizio dell’uomo, possa rappresentare un potente strumento di emancipazione.
Il progetto non si limita a fornire competenze tecniche, ma mira a costruire un percorso di accompagnamento personalizzato, che tenga conto delle specifiche esigenze e dei percorsi di vita di ciascuno.
L’attenzione alla dimensione umana è centrale: l’inclusione digitale è strettamente legata all’inclusione sociale.
Un successo che si riflette nella possibilità, concreta, per queste persone di accedere a opportunità lavorative, rompendo il circolo vizioso della marginalità e costruendo un futuro più dignitoso e autonomo.
Un futuro che, grazie a iniziative come “Includo”, si presenta meno incerto e più ricco di speranza.








