Lampedusa si configura, dal 26 settembre al 3 ottobre, come epicentro di un’iniziativa pedagogica e umanitaria di portata internazionale, la XII Giornata della memoria e dell’accoglienza – Memorie attive.
L’isola, crocevia storico di flussi migratori e testimone silenziosa di innumerevoli tragedie in mare, ospita delegazioni scolastiche provenienti da undici regioni italiane e otto nazioni (Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Croazia, Slovenia, Etiopia e Paesi Bassi), per un totale di oltre 800 studenti e più di 100 docenti.
L’evento ambisce a trascendere la semplice commemorazione, trasformando il ricordo delle vite perdute nel Mediterraneo in un catalizzatore di impegno civile e responsabilità globale.
Il programma, strutturato su quattro giorni, offre un percorso immersivo che combina momenti di riflessione, incontri diretti e attività formative, stimolando una profonda elaborazione critica delle complesse dinamiche migratorie.
Al cuore dell’esperienza vi sono le testimonianze dei sopravvissuti ai naufragi, voci potenti che raccontano storie di sofferenza, resilienza e speranza, offrendo agli studenti una prospettiva umana e concreta sulle conseguenze delle politiche migratorie e sulle sfide che attendono chi intraprende viaggi pericolosi alla ricerca di una vita migliore.
Laboratori tematici, tavole rotonde con esperti di diritto internazionale, diritti umani e cooperazione allo sviluppo, e performance artistiche e musicali, contribuiscono a creare un ambiente di apprendimento dinamico e coinvolgente.
L’iniziativa si propone di formare cittadini consapevoli, capaci di analizzare criticamente le cause profonde delle migrazioni, di promuovere il rispetto dei diritti umani e di contrastare l’indifferenza e il pregiudizio.
Come sottolinea Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre, la scuola rappresenta la “prima frontiera” per contrastare l’apatia e trasformare il ricordo delle vittime in azione concreta.
Il programma culmina con una solenne marcia verso la Porta d’Europa, un gesto simbolico che invita alla riflessione sull’identità europea e sulla necessità di un approccio più umano e solidale nei confronti dei migranti.
L’evento, reso possibile grazie al generoso sostegno dell’Istituto buddista italiano Soka Gakkai, che ne è il principale finanziatore, e alla collaborazione con il Comune di Lampedusa e Linosa e numerosi partner istituzionali e organizzazioni internazionali, si configura come un investimento nel futuro, un seme di speranza piantato nel terreno fertile della memoria collettiva.
Gli studenti partecipanti provengono da una vasta gamma di regioni italiane, tra cui Sicilia, Campania, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana, Trentino Alto Adige e Veneto, a testimonianza dell’impegno nazionale nel promuovere una cultura dell’accoglienza e della solidarietà.
L’iniziativa intende così favorire un dialogo interregionale e interculturale che possa arricchire la comprensione reciproca e rafforzare il senso di appartenenza a una comunità globale.

