Lavoratori Part-Time dei Comuni Siciliani in Piazza per la Dignità

Una battaglia per la dignità: i lavoratori part-time dei Comuni siciliani scendono in piazzaDomani, a Palermo, una mobilitazione dirompente si preannuncia davanti a Palazzo d’Orleans, cuore pulsante della Presidenza della Regione Siciliana.
Oltre undicimila lavoratori, ex contrattisti con storie professionali spesso segnate da precarietà, si riuniranno per rivendicare un diritto fondamentale: l’integrazione delle ore di lavoro.
Si tratta di un ampio spettro di figure professionali – ex co.
co.

co, ex Asu, ex articolo 23 – che, pur avendo ottenuto una stabilizzazione nel tempo grazie all’azione della Regione, si ritrovano intrappolati in contratti part-time che limitano il loro potenziale e ne compromettono il futuro.
L’iniziativa, promossa dai sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, nasce da un profondo senso di frustrazione e dalla constatazione di una cronica assenza di risposte da parte delle istituzioni regionali.
Il problema non è circoscritto a poche aree geografiche o categorie professionali, ma investe l’intero sistema degli enti locali siciliani, alimentando un divario inaccettabile tra il contributo apportato da questi lavoratori e le condizioni economiche e previdenziali che percepiscono.
L’orario di lavoro attualmente in vigore, che oscilla tra le 18 e le 24 ore settimanali, si traduce in stipendi spesso al di sotto della soglia di sussistenza, come testimonia Melina Di Sclafani, Rsu della Cgil al Comune di Marineo.
Queste retribuzioni, unite alla necessità di affrontare le sfide economiche quotidiane, spingono molte lavoratrici a ricorrere a forme di lavoro supplementari, come l’assistenza domiciliare notturna, con conseguenze negative sulla loro salute e sulla loro qualità di vita.

La richiesta dei manifestanti è chiara e mirata: l’istituzione di un Fondo regionale dedicato, un vero e proprio strumento finanziario in grado di sostenere l’integrazione oraria del personale part-time.

Questa misura non è solo una questione economica, ma una necessità per garantire pari opportunità e valorizzare il capitale umano accumulato in anni di servizio alla collettività.

La Legge di Stabilità 2026 rappresenta un’occasione imperdibile per dare una risposta concreta alle aspettative di questi lavoratori e delle loro famiglie, che troppo a lungo hanno visto le loro istanze ignorate.
L’assenza di interventi legislativi e deliberativi da parte della Giunta regionale, unitamente alla mancanza di sensibilità dimostrata dalle commissioni dell’Assemblea Regionale Siciliana (Ars), ha portato i lavoratori a una situazione di estrema incertezza e rabbia.

La trasformazione del contratto part-time in full-time (36 ore settimanali) è percepita non come un privilegio, ma come un diritto acquisito, un passo imprescindibile per assicurare condizioni lavorative più dignitose e un futuro previdenziale adeguato.
Saverio Cipriano, responsabile provinciale della Funzione pubblica, ha offerto il suo supporto nell’organizzazione della manifestazione, sottolineando l’importanza di dare voce a una platea di lavoratori che, con la loro professionalità e dedizione, contribuiscono quotidianamente al funzionamento della pubblica amministrazione siciliana.
La mobilitazione di domani è dunque un appello alla responsabilità istituzionale, un monito a non dimenticare il valore del lavoro e la necessità di costruire una Sicilia più giusta e inclusiva.

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