Marsala, sentenza storica: 109 anni di carcere per traffici di droga

Il Tribunale di Marsala ha emesso una sentenza di rilevanza storica nell’ambito dell’operazione “Virgilio”, un’indagine capillare dei carabinieri volta a disarticolare una rete di narcotraffico radicata nel cuore del quartiere popolare Sappusi.

Le condanne, per un totale di 109 anni di reclusione distribuite tra nove imputati, rappresentano un duro colpo per l’organizzazione criminale e testimoniano la determinazione della magistratura nel contrasto alla criminalità organizzata.

Al centro del sistema criminale si erge la figura di Giovanni Parrinello, 44enne con un pregresso condannato all’ergastolo per omicidio, a cui il Tribunale ha inflitto la pena più severa, trent’anni di reclusione.

Le accuse che lo vedono protagonista non si limitano al traffico di stupefacenti; secondo l’accusa, Parrinello, durante la sua detenzione nel carcere di Rossano Calabro, avrebbe tentato di estendere le sue attività illecite all’interno dell’istituto penitenziario, avvalendosi della complicità di Marilena Lungaro, condannata a dodici anni.
Questo tentativo di espansione del racket dimostra la capacità di adattamento e la pericolosità dell’organizzazione, capace di operare anche dietro le sbarre.

Le pene, variabili tra i 3 e i 17 anni, riflettono la diversa gravità dei ruoli all’interno della rete.

Pietro Lombardo e Michele Adorno hanno ricevuto 17 anni, Antonino Davide Di Girolamo 10 anni, Jessica Torre e Gianluca Dardo 6 anni e 8 mesi, Leonardo Titone 4 anni e 8 mesi, e Valentina Galfano 3 anni.
Le assoluzioni di Sergio Sangiorgio e Anna Maria Di Girolamo evidenziano la complessità del processo e l’importanza di un’analisi accurata delle prove.

Il pm Giuseppe Lisella, che aveva inizialmente richiesto quasi 130 anni di carcere per gli imputati, ha sottolineato l’importanza di questa sentenza come deterrente per altri potenziali trafficanti.
L’operazione “Virgilio” ha portato alla luce non solo una piazza di spaccio particolarmente attiva in via Virgilio, ma anche una struttura organizzativa complessa, caratterizzata da una forte presenza femminile e dalla competizione tra diversi gruppi criminali.
L’ordinanza cautelare, inizialmente emessa a carico di 14 persone, ha rivelato una gamma di reati che vanno ben oltre il semplice traffico e spaccio di sostanze stupefacenti (crack, eroina e cocaina), includendo estorsioni, riciclaggio di denaro, lesioni personali e persino un tentato sequestro di persona, perpetrato per il recupero crediti derivanti da mancati pagamenti di dosi.

Questo quadro criminale esteso dimostra come la droga sia spesso il motore di altre attività illecite, creando un circolo vizioso di violenza e sfruttamento.

La sentenza, unitamente alle condanne già emesse in abbreviato o con patteggiamenti, rappresenta un passo significativo nella lotta alla criminalità organizzata a Marsala e nella tutela della comunità.

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