Mazara del Vallo: Ridisegnato il quadro giudiziario in un’inchiesta sul narcotrafficoUn’inattesa inversione di rotta ha profondamente ridisegnato il panorama giudiziario relativo all’operazione antidroga che, lo scorso ottobre, aveva portato all’arresto di 18 individui a Mazara del Vallo.
Il Tribunale della Libertà di Palermo, accogliendo le istanze formulate dagli avvocati difensori Alessandro Casano, Chiara Bonafede, Luigi Pipitone e Giuseppe Pinta, tutti del foro di Marsala, ha annullato ben 15 delle ordinanze di custodia cautelare originariamente emesse dal giudice per le indagini preliminari (GIP) del tribunale di Palermo.
Questa decisione, che si prefigge di essere motivata entro i successivi 45 giorni, segna un punto di svolta significativo nell’evoluzione del procedimento penale e solleva interrogativi sulle fondamenta investigative che avevano portato all’iniziale blocco di presunti membri di un’organizzazione criminale dedita al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti.
L’operazione, inizialmente gestita dalla procura di Marsala e successivamente assunta dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Palermo, aveva portato alla carcerazione di sette persone e all’applicazione degli arresti domiciliari a undici.
La successiva scarcerazione di sedici degli arrestati, sommata al rilascio con obbligo di firma già disposto in precedenza, riduce drasticamente il numero di persone attualmente detenute.
Rimangono in custodia solo due fratelli, individuati come figure apicali all’interno della struttura organizzativa.
Le indagini, condotte attraverso una combinazione di tecniche investigative tradizionali e intercettazioni telefoniche e ambientali, avevano mirato a svelare l’attività di un gruppo criminale specializzato nella commercializzazione all’ingrosso e al dettaglio di diverse tipologie di stupefacenti, tra cui eroina, cocaina (anche nella sua pericolosa declinazione crack), hashish e marijuana.
Al centro dell’attività illecita si configurava una vera e propria piazza di spaccio, strategicamente ubicata all’interno di un appartamento situato nel quartiere popolare di Mazara Due, un’area caratterizzata da particolari dinamiche sociali e una maggiore vulnerabilità alla criminalità organizzata.
Parallelamente all’operazione principale, erano già state condotte precedenti azioni investigative che avevano portato all’arresto in flagranza di sei persone e alla denuncia di altrettanti soggetti.
Il sequestro di ingenti somme di denaro, pari a 141.000 euro, unitamente alla confisca di sostanze stupefacenti (491 grammi di eroina, 214 grammi di cocaina, oltre 2 chili di hashish e quantità di marijuana) e di due beni immobiliari di edilizia popolare, testimonia la capacità finanziaria e la portata dell’organizzazione criminale disarticolata.
La decisione del Tribunale della Libertà pone ora l’attenzione sulla solidità delle prove raccolte e sulla corretta applicazione delle misure cautelari, evidenziando la complessità e la delicatezza delle indagini in materia di criminalità organizzata e l’importanza di un equilibrio tra la necessità di contrastare efficacemente il fenomeno dello spaccio e il rispetto dei diritti fondamentali degli indagati.
La motivazione dell’annullamento delle misure cautelari, attesa entro i prossimi 45 giorni, si preannuncia cruciale per comprendere appieno le ragioni alla base di questa inattesa svolta giudiziaria e per delineare il futuro del procedimento penale.







