Minacce al sindaco: Carlentini sotto shock, la Sicilia trema.

Un atto di intimidazione brutale e inequivocabile ha scosso la comunità di Carlentini, piccolo comune siciliano adagiato sulla costa orientale.

Una busta anonima, contenente un proiettile e un messaggio minaccioso indirizzato al sindaco Giuseppe Stefio, ha portato alla luce una pericolosa escalation di violenza e un tentativo di destabilizzazione del tessuto democratico locale.

Il testo, scritto con apparente disinvoltura su un foglio a righe, esprime una richiesta di dimissioni formulata con la forza della minaccia, un linguaggio inconfondibilmente mafioso che mira a terrorizzare e a piegare la volontà di un intero comune.
Stefio, esponente del Partito Democratico, ha reagito con fermezza, sottolineando la natura irreversibile di un percorso di moralizzazione politica e amministrativa intrapreso sette anni fa.
La sua risposta va oltre la semplice difesa personale, configurandosi come una rivendicazione dei valori fondanti della comunità: democrazia, libertà e accoglienza.

Il sindaco rifiuta categoricamente qualsiasi forma di imposizione esterna, ribadendo che la decisione sulle sue dimissioni spetta unicamente ai cittadini di Carlentini, e solo attraverso i canali democratici.

L’episodio ha generato un’ondata di solidarietà e preoccupazione a livello regionale.
Anthony Barbagallo, segretario regionale del PD Sicilia, ha confermato l’impegno del partito nella lotta all’illegalità, escludendo qualsiasi passo indietro.

L’Anci Sicilia, attraverso una dichiarazione congiunta, ha espresso vicinanza al sindaco e alla sua famiglia, lanciando un appello alle istituzioni superiori affinché affrontino con maggiore attenzione il problema della sicurezza e della tutela degli amministratori locali, gravati da una crescente ondata di minacce e intimidazioni.
La Sicilia, in questo contesto, si rivela particolarmente vulnerabile, occupando posizioni di vertice nella classifica delle regioni italiane più colpite da tali fenomeni.
Il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, ha definito l’evento “intollerabile e sempre più frequente”, evidenziando la necessità di un impegno collettivo a sostegno degli amministratori locali, spesso in prima linea nella lotta contro la criminalità organizzata.
Si tratta di una problematica che non può essere ignorata o sottovalutata, ma che richiede un approccio sinergico tra istituzioni, forze dell’ordine e società civile.

L’episodio di Carlentini non è un caso isolato, ma il sintomo di una più ampia crisi di valori e di un pericoloso ritorno alla violenza che minaccia la tenuta democratica dell’isola.

L’irruzione della criminalità organizzata nella sfera politica locale rappresenta una sfida cruciale per il futuro della Sicilia, che esige risposte immediate e incisive.

La protezione degli amministratori onesti e la salvaguardia dei principi democratici devono essere priorità assolute.

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