Il progetto Nereidee, nato dall’entusiasmo e dalla visione di Paolo Alfonso, Dario e Flora, rappresenta un atto di resilienza e un ambizioso esperimento di rigenerazione ambientale e sociale su Linosa, una delle isole Pelagie.
Più che una semplice iniziativa imprenditoriale, si configura come una profonda riconnessione con il territorio, una sfida alla fragilità insulare e un modello di sviluppo sostenibile per le comunità marginali.
Il cuore del progetto risiede nella riqualificazione di terreni abbandonati da decenni, un processo di cura che mira a ripristinare la biodiversità e a contrastare il degrado ambientale.
La scelta di specie vegetali tipiche della macchia mediterranea – timo, salvia, lavanda, rosmarino – non è casuale: queste piante, adattate al clima arido e salino dell’isola, contribuiscono a consolidare il suolo, a preservare le risorse idriche e a creare un habitat favorevole alla fauna locale.
Un elemento distintivo di Nereidee è la reintroduzione dell’ape nera siciliana (Apis mellifera siciliana), una varietà autoctona gravemente minacciata dalla contaminazione genetica proveniente da popolazioni aliene.
La particolare insularità di Linosa offre un ambiente protetto, un vero e proprio santuario dove l’ape nera può rigenerarsi e prosperare, preservando la sua purezza genetica e garantendo la produzione di un miele pregiato, con caratteristiche organolettiche uniche e un valore aggiunto significativo.
Il progetto trascende la mera attività apistica, aspirando a creare un complesso ecosistema, un giardino botanico che celebri la flora e la fauna di Linosa.
L’installazione di due bacini di raccolta dell’acqua non solo mira a ottimizzare l’irrigazione delle piante, ma anche a fornire risorse idriche essenziali per la fauna migratoria, rendendo l’isola un punto di sosta vitale lungo le rotte migratorie.
La scelta di specie ornamentali come l’erica e la passiflora, insieme alla creazione di spazi fioriti con margherite e aglio ornamentale, contribuisce a valorizzare l’aspetto estetico del progetto, trasformando l’area riqualificata in un luogo di bellezza e di ispirazione.
L’iniziativa, sostenuta dalla Fondazione Sanlorenzo, riflette un profondo desiderio di ritorno alle radici, di costruire un futuro sostenibile per la propria comunità.
Come affermano i giovani promotori, Nereidee è “ogni nostra passione”: l’amore per la propria terra, l’impegno per la sua sopravvivenza, la tutela della sua identità e la creazione di un’attività economica che permetta di vivere l’intera anno sull’isola, liberandosi dalla dipendenza dal turismo stagionale.
Mario Serpillo, presidente dell’Unione Coltivatori Italiani, sottolinea l’importanza di questo tipo di iniziative per le isole minori, evidenziando come il ritorno di giovani preparati e la loro volontà di investire nel proprio territorio rappresentino un segnale di speranza e un esempio da seguire.
Nereidee dimostra che l’agricoltura, se praticata con passione e competenza, può diventare un motore di sviluppo economico e sociale, preservando la memoria del passato e aprendo le porte a un futuro più prospero e sostenibile.
Il progetto non è solo un’opportunità per Linosa, ma un modello potenzialmente replicabile per altre isole marginali, un invito a riscoprire il valore del territorio e la forza della comunità.

