Oratori e Residenti: Equilibrio tra Diritto e Convivenza a Palermo

La sentenza del Tribunale di Palermo, che impone alla parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù un risarcimento economico ai residenti di via Filippo Parlatore, solleva questioni complesse che investono il cuore della convivenza civile, il diritto alla quiete pubblica e il ruolo imprescindibile degli oratori nella tessitura sociale delle nostre comunità.

Esprimendo il massimo rispetto per la decisione giudiziaria – pilastro fondamentale di uno Stato di diritto – il Sindaco Lagalla invita a una riflessione che trascende la mera esecuzione della sentenza stessa.
La vicenda non si limita a un contenzioso immobiliare o a una questione di disturbo della quiete.
Essa incarna la tensione, spesso latente, tra il diritto individuale alla tranquillità e il diritto collettivo al gioco, alla crescita e alla socializzazione, diritti cruciali soprattutto per la fascia più vulnerabile della popolazione: i bambini.
Ignorare o minimizzare il disagio lamentato dai residenti sarebbe un errore imperdonabile, negando la validità di una loro richiesta di tutela legittima.
Tuttavia, relegare gli oratori a semplici fonti di rumore sarebbe un danno irreparabile per l’intera città.

Gli oratori, infatti, rappresentano un presidio educativo e sociale di valore inestimabile, un luogo di incontro e di crescita dove i bambini imparano a relazionarsi, a esprimere la propria individualità e a costruire il proprio futuro.
Il gioco non è solo rumore, ma è espressione di vitalità, è prevenzione del disagio, è inclusione, è relazione.
È un elemento essenziale per la formazione di cittadini consapevoli e responsabili.
La decisione del Tribunale ci pone di fronte alla necessità di ripensare il modo in cui gestiamo lo spazio pubblico, ricercando un equilibrio che tenga conto delle esigenze di tutti.

Non si tratta di opporre diritti contrapposti, ma di promuovere una convivenza armoniosa che valorizzi la diversità e favorisca il dialogo.
In questo spirito, il Sindaco Lagalla lancia una proposta di colletta, un gesto simbolico e concreto di responsabilità collettiva e di solidarietà verso la parrocchia e l’oratorio, spazi che appartengono a tutta la città.

Questa iniziativa non è solo un modo per contribuire al pagamento del risarcimento economico, ma anche un invito a tutti gli amministratori, consiglieri, istituzioni, associazioni e singoli cittadini a partecipare attivamente alla ricerca di soluzioni condivise.
Il Comune si rende disponibile a favorire un confronto serio e costruttivo tra la parrocchia, i residenti e le istituzioni competenti, al fine di individuare percorsi che consentano di mantenere in vita le attività dell’oratorio, preservando al contempo il diritto alla quiete pubblica.

Si auspica che questo confronto possa portare a soluzioni innovative e sostenibili, che tengano conto delle esigenze di tutti e che contribuiscano a rafforzare il tessuto sociale della nostra comunità.

L’impegno del Comune, a partire da un contributo personale del Sindaco, è volto a promuovere un dialogo aperto e costruttivo, nella consapevolezza che solo attraverso la collaborazione e la comprensione reciproca si potranno superare le difficoltà e costruire un futuro migliore per tutti.

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