Palermo: Abbandono Scolastico, una Criticità Strutturale e Disparità Territoriali

A Palermo, un’analisi approfondita delle dinamiche giovanili condotta da Openpolis rivela una problematica strutturale: l’abbandono precoce scolastico.
Circa il 19,8% dei giovani tra i 18 e i 24 anni si trova fuori dal percorso di studi, una percentuale che colloca la città in una posizione critica rispetto ad altre realtà urbane di pari dimensione.
Questo dato non si limita a una mera statistica, ma riflette un intreccio complesso di fattori socio-economici e territoriali che influenzano le traiettorie educative dei giovani palermitani.
La disuguaglianza si acuisce quando si considera la condizione dei figli di genitori privi di diploma, con un tasso di abbandono che precipita al 29,1%.
Questo dato cruciale sottolinea come la trasmissione intergenerazionale di svantaggi educativi rappresenti una sfida prioritaria per le politiche sociali locali.

Si tratta, in altre parole, di un circolo vizioso che richiede interventi mirati e strategie di supporto innovative.
La distribuzione geografica dell’abbandono scolastico all’interno del comune di Palermo non è uniforme.
Il quartiere di Palazzo Reale-Monte Di Pietà emerge come un’area particolarmente vulnerabile, con una percentuale di abbandono precoce che si impenna al 46,1%.

Al contrario, il quartiere di Malaspina-Palagonia mostra una situazione significativamente più positiva, con un tasso di soli 5,2%.
Questa disparità territoriale evidenzia come le condizioni di vita, le opportunità di accesso a risorse educative e la presenza di modelli di riferimento positivi varino radicalmente da un quartiere all’altro.
Concentrandosi sui figli di genitori senza diploma, la divaricazione tra i quartieri si amplifica ulteriormente: a Palazzo Reale-Monte Di Pietà si registra un allarmante 49,4% di abbandono, mentre a Malaspina-Palagonia la percentuale si riduce drasticamente al 10,1%.
Questi numeri non sono solo indicatori di una problematica diffusa, ma anche un campanello d’allarme sulla necessità di un approccio personalizzato e territorializzato, capace di riconoscere le specificità di ogni area urbana e di offrire risposte adeguate alle esigenze dei giovani a rischio.
L’analisi suggerisce un’urgente revisione delle politiche educative, con un focus particolare sul potenziamento del sostegno alle famiglie svantaggiate e sulla creazione di percorsi formativi flessibili e inclusivi, capaci di intercettare e recuperare i giovani che hanno interrotto il loro percorso scolastico.

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