Pronto Soccorso al collasso: la crisi sistemica della sanità siciliana.

La crisi che affligge i pronto soccorso di Palermo e di gran parte della Sicilia non può essere ridotta a una semplice conseguenza dell’incremento dei casi influenzali invernali.
Si tratta, piuttosto, di una manifestazione acuta di un sistema sanitario regionale gravato da anni di carenze strutturali e da una pianificazione strategica sostanzialmente inefficace.

L’emergenza attuale è il risultato di un circolo vizioso alimentato dalla mancata realizzazione della rete ospedaliera promessa, un progetto immobilizzato in una spirale di annunci non mantenuti e continui rinvii.

Come evidenzia Luisella Lionti, segretaria generale della Uil Sicilia, i pronto soccorso rappresentano ancora il nodo cruciale e vulnerabile dell’intera struttura sanitaria.
La situazione è aggravata da una triplice carenza: insufficiente personale medico e infermieristico, numero inadeguato di posti letto dedicati all’assistenza e, soprattutto, assenza di una robusta rete di servizi sanitari territoriali in grado di intercettare e gestire i pazienti con problematiche non urgenti, alleggerendo il carico dei pronto soccorso.

Questo scenario genera un pesante impatto sia sulle risorse umane che sull’utenza.

Il personale sanitario, già sottoposto a una pressione costante, è costretto a operare in condizioni di lavoro insostenibili, affrontando turni estenuanti e un volume di richieste che supera ampiamente la capacità operativa.

Contemporaneamente, i cittadini si trovano a dover attendere tempi di attesa eccessivi, spesso prolungati per ore, prima di ricevere l’assistenza necessaria.

La Regione Siciliana ha l’imperativo morale e professionale di intervenire con urgenza e determinazione.

L’attuazione della rete ospedaliera, lungamente annunciata, non è più un’opzione, ma una necessità imprescindibile.
Parallelamente, un potenziamento radicale della medicina territoriale è essenziale per creare un sistema di cura più capillare e reattivo, capace di anticipare le esigenze di salute della popolazione e di ridurre la pressione sui pronto soccorso.

Inoltre, è fondamentale una pianificazione accurata e trasparente del fabbisogno di personale sanitario, che tenga conto non solo delle necessità immediate, ma anche della sostenibilità del sistema nel lungo termine.

Questo implica investimenti mirati nella formazione di nuovi professionisti, nell’attrazione di personale qualificato e nella valorizzazione del capitale umano esistente, attraverso politiche di incentivazione e di miglioramento delle condizioni di lavoro.
La salute dei cittadini siciliani non può continuare ad essere compromessa da scelte politiche miopie e da una gestione inefficiente delle risorse.

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