Sicilia, eccellenza nazionale nella gestione del sangue cordonale

La Sicilia si distingue a livello nazionale per l’eccellenza nella gestione del sangue cordonale, emergendo come punto di riferimento per la raccolta e l’utilizzo di questo prezioso biomateriale a beneficio della medicina trasfusionale e rigenerativa.
L’Isola ha registrato un volume di donazioni pari a 1.924 unità di sangue cordonale, un dato significativo che testimonia l’impegno della comunità e degli operatori sanitari.

L’elevata percentuale di recupero dell’82% sottolinea l’efficienza dei processi di lavorazione e la capacità di trasformare questo materiale in emocomponenti vitali.
La Banca del sangue cordonale siciliana è impegnata in un’ambiziosa ricerca scientifica: un trial clinico innovativo che potrebbe rivoluzionare le terapie trasfusionali in neonatologia, con implicazioni potenzialmente globali.
Questo impegno è stato riconosciuto a livello internazionale con il prestigioso premio come secondo miglior abstract al congresso Costem 2025 a Berlino, un riconoscimento legato all’applicazione del collirio derivato dal sangue cordonale nel trattamento della Graft-versus-Host Disease (GVHD) oculare, una complicanza grave che può insorgere dopo il trapianto di cellule staminali emopoietiche.
Il trial clinico in corso si concentra sull’utilizzo dei globuli rossi estratti dal sangue cordonale allogenico per la trasfusione di neonati pretermine.
Questi ultimi, frequentemente sottoposti a trasfusioni nei primi mesi di vita, nelle unità di terapia intensiva neonatale, possono beneficiare di un prodotto trasfusionale particolarmente adatto alle loro esigenze fisiologiche.
L’emoglobina fetale, presente nei globuli rossi derivati dal sangue cordonale, presenta caratteristiche uniche che la rendono superiore rispetto al sangue di donatori adulti per i neonati, contribuendo a ottimizzare la risposta trasfusionale e minimizzare il rischio di complicanze.

Per promuovere la consapevolezza e incentivare la donazione, è stato organizzato un incontro informativo a Sciacca, in provincia di Agrigento.

L’evento ha coinvolto professionisti sanitari dei punti nascita siciliani, neonatologi e dirigenti delle aziende sanitarie delle province di Palermo e Trapani, con l’obiettivo di uniformare le pratiche di raccolta e massimizzare la disponibilità di sangue cordonale per i piccoli pazienti.
Il dirigente generale della Dasoe, Giacomo Scalzo, e il direttore del centro regionale sangue, Maria Luisa Ventura, hanno sottolineato l’importanza cruciale di una raccolta standardizzata e capillare in tutti i punti nascita, al fine di garantire l’offerta di emocomponenti con caratteristiche uniche e uniche, fondamentali per trapianti, trasfusioni e applicazioni di medicina rigenerativa.

I risultati ottenuti rappresentano un motivo di orgoglio per l’intera comunità medica siciliana, frutto dell’impegno e della professionalità di coloro che, quotidianamente, si dedicano alla raccolta e alla lavorazione del sangue cordonale.

Un gesto di straordinaria generosità da parte delle giovani coppie, che nel momento di gioia più intenso della loro vita, offrono una speranza concreta di cura a numerosi pazienti, testimoniando un modello di solidarietà e di progresso scientifico che guarda al futuro con ottimismo.

La Sicilia si conferma così un’avanguardia nella gestione di questa risorsa preziosa, contribuendo a migliorare la qualità della vita di persone in tutto il mondo.

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