L’emergenza sanitaria in Sicilia è al limite del collasso, precipitando sotto il peso di un’ondata influenzale particolarmente aggressiva.
La situazione critica dei pronto soccorso, già provati da anni di sottodimensionamento e difficoltà strutturali, è esacerbata da un’impennata di sindromi influenzali che sta mettendo a dura prova la resilienza dell’intero sistema sanitario regionale.
Le strutture ospedaliere si trovano a fronteggiare un’escalation di accessi, con livelli di sovraffollamento che raggiungono picchi allarmanti, in alcuni casi superando il 350% della capacità prevista.
Questo fenomeno si traduce in lunghe attese, disagi per i pazienti e un aumento del rischio di complicanze, minando la qualità dell’assistenza e mettendo a repentaglio la sicurezza del personale sanitario.
All’Ospedale Civico di Palermo, ad esempio, alle prime ore del mattino si registrava un indice di affollamento pari al 192%, con un numero considerevole di pazienti costretti a permanere nel reparto di emergenza per periodi prolungati: 81 persone in attesa di ricovero, di cui una parte significativa con permanenze superiori alle 24 ore, e un nucleo ancora più ampio con attese che si estendono fino a 48 ore o oltre, in un contesto di risorse limitate (42 postazioni operative e 8 posti in semintensiva).
La gravità del quadro ha spinto il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, a convocare urgentemente il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria, Alessandro Mazzara, richiedendo un’analisi dettagliata delle cause di tale crisi e un piano d’intervento rapido ed efficace.
La pressione politica è palpabile, riflettendo l’urgenza di una risposta concreta per i cittadini.
Al Policlinico Paolo Giaccone, la Direttrice Generale Maria Grazia Furnari ha attivato una task force dedicata alla gestione dell’emergenza, comprendendo le problematiche legate all’aumento stagionale degli accessi e alle complicanze respiratorie connesse all’epidemia in corso.
Un elemento cruciale è la correlazione tra l’epidemia influenzale e il prolungamento delle degenze ospedaliere, che limita la disponibilità di posti letto e riduce drasticamente la capacità ricettiva delle strutture.
Questo meccanismo amplifica il problema del sovraffollamento, creando un circolo vizioso difficile da spezzare.
Il Segretario del Cimo Sicilia, Giuseppe Bonsignore, sottolinea come la Sicilia sia stata particolarmente colpita dal virus, aggravato da una scarsa adesione alla campagna vaccinale, con conseguenze drammatiche sulla salute pubblica.
L’annuncio, poi disatteso, della nuova rete ospedaliera, simbolo di promesse non mantenute, rende ancora più evidente l’urgenza di una revisione strategica della distribuzione dei posti letto e di un investimento mirato nell’infrastruttura sanitaria regionale.
La crisi attuale non è solo un problema contingente, ma rivela debolezze strutturali profonde che richiedono un intervento risolutivo e un cambio di paradigma nell’organizzazione del sistema sanitario siciliano.
La sfida è ora quella di trasformare questa emergenza in un’opportunità per costruire un sistema più resiliente, equo e capace di garantire un’assistenza sanitaria di qualità per tutti i cittadini.






