Stagno d’Alcontres: Nuove accuse e depistaggio nell’inchiesta

L’inchiesta sul professor Francesco Stagno d’Alcontres, ex rettore dell’Università di Messina e rinomato chirurgo plastico, si estende ulteriormente, rivelando un intricato reticolo di relazioni e comportamenti che sollevano interrogativi profondi sulla confluenza tra potere accademico, interessi commerciali e la gestione della giustizia.

Oltre alle accuse di concussione, corruzione, induzione indebita e truffa aggravata che lo vedono già agli arresti domiciliari, Stagno d’Alcontres è ora indagato, in concorso con l’amministratore delegato della Caronte e Tourist, Vincenzo Franza, per il presunto tentativo di ostacolare le indagini condotte dalla Procura di Barcellona relative a un incidente sul lavoro verificatosi a Salina.

Il nuovo filone d’indagine, dettagliato nel provvedimento del giudice per le indagini preliminari Salvatore Pugliese, è inestricabilmente legato all’infortunio subito da un marittimo il 19 maggio 2024.
Secondo le ricostruzioni investigative, immediatamente dopo l’evento traumatico, Franza, legato a Stagno d’Alcontres da una solida amicizia e, come emersa, da rapporti economici di natura particolare, ha contattato il professore non solo per ottenere la documentazione medica relativa al lavoratore infortunato, ma, soprattutto, per esercitare pressioni volte a concordare una prognosi artificialmente ridotta, al di sotto dei 40 giorni.
Questa manovra, suggerisce l’indagine, era dettata dall’interesse aziendale a influenzare la classificazione dell’infortunio, probabilmente per evitare oneri economici o conseguenze legali derivanti da una qualificazione più gravosa.

Il gip Pugliese descrive un quadro in cui Stagno d’Alcontres si dimostrerebbe disposto ad accogliere le richieste di Franza con una “notevole solerzia”, nonostante la gravità delle lesioni del marittimo, che avrebbero richiesto un recupero più lungo.

La pressione di Franza, a quanto pare, si sarebbe concretizzata nella richiesta esplicita di non superare i 30 giorni di prognosi.

Questo comportamento, unitamente all’apparente acquiescenza del professore, alimenta il sospetto di una collusione volta a manipolare la verità processuale.

La relazione tra Stagno d’Alcontres e Franza, come rivelato nel corso delle indagini, non si limitava a una semplice amicizia, ma si estendeva a rapporti economici.
In particolare, emerge un legame legato all’organizzazione di un congresso scientifico, per il quale Stagno d’Alcontres avrebbe utilizzato le strutture ricettive di proprietà del gruppo imprenditoriale Franza.
Questa sovrapposizione di interessi professionali, economici e personali rende la vicenda particolarmente complessa e pone interrogativi significativi sull’etica professionale e sull’imparzialità di un esponente di spicco del mondo accademico, chiamato a garantire l’indipendenza della ricerca e la tutela della salute pubblica.
L’accusa di tentato depistaggio, in questo contesto, assume un peso ancora maggiore, poiché implica un tentativo di interferire con un’indagine transfrontaliera, minando la fiducia nel sistema giudiziario e ostacolando l’accertamento della verità.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -