Voragine a Santa Teresa: l’erosione minaccia la costa ionica

La costa ionica messinese è nuovamente teatro di una crisi idrogeologica, acuita da una persistente ondata di maltempo che ha portato con sé venti impetuosi e mareggiate di notevole intensità.

L’azione incessante del vento e delle onde ha esposto le infrastrutture costiere a sollecitazioni estreme, portando alla luce una vulnerabilità strutturale che si concretizza con l’emersione di una significativa voragine nel lungomare di Santa Teresa di Riva, precisamente nella zona Barracca.
L’evento, prontamente segnalato dal sindaco Danilo Lo Giudice, non è un fenomeno isolato, ma un sintomo di una problematica più ampia che affligge il territorio.

La fragilità del litorale messinese è intrinseca, derivante da una combinazione di fattori geologici, geomorfologici e antropici.
La natura sedimentaria del suolo, composta in larga misura da arenaria e argille poco resistenti all’erosione, lo rende particolarmente suscettibile all’azione disgregatrice delle mareggiate.
L’inclinazione del litorale, spesso ripida, amplifica ulteriormente la forza delle onde, erodendo il sottosuolo e compromettendo la stabilità delle infrastrutture.

A questi fattori naturali si aggiungono le conseguenze dell’azione umana.
L’urbanizzazione selvaggia, l’eccessivo sfruttamento delle risorse costiere, la realizzazione di opere di difesa costiera inadeguate o mal progettate, e la mancata manutenzione delle infrastrutture esistenti hanno contribuito a esacerbare la vulnerabilità del territorio.
La costruzione di strade e infrastrutture troppo vicine al litorale ha ridotto gli spazi di mitigazione naturale, accelerando l’erosione costiera e aumentando il rischio di crolli.

La voragine di Santa Teresa di Riva, quindi, non è solo un danno materiale da riparare, ma un campanello d’allarme che impone una riflessione più ampia sulla gestione del territorio e sulla necessità di adottare misure di prevenzione e mitigazione del rischio più efficaci.

Si rende urgente una revisione delle politiche di pianificazione urbanistica, privilegiando interventi di riqualificazione e rinaturalizzazione del litorale, che restituiscano al territorio la sua capacità di resilienza.

L’intervento immediato per mettere in sicurezza la zona Barracca è prioritario, ma deve essere seguito da una progettazione a lungo termine che comprenda opere di consolidamento del sottosuolo, la creazione di barriere protettive naturali (come dune e vegetazione costiera), e un sistema di monitoraggio continuo del territorio per rilevare precocemente eventuali segnali di cedimento.

È inoltre fondamentale sensibilizzare la popolazione e promuovere una cultura della prevenzione del rischio, incoraggiando comportamenti responsabili e una maggiore consapevolezza dell’importanza di tutelare il patrimonio naturale e culturale del territorio.
La fragilità del litorale messinese richiede un approccio integrato e multidisciplinare, che coinvolga istituzioni, tecnici, operatori economici e cittadini, per garantire un futuro sostenibile per la comunità costiera.

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