Sciascia e Zlobec: un carteggio inedito per un’Europa ritrovata

Un ponte di parole, un dialogo sospeso nel tempo: è il cuore dello spettacolo “Idee delicate”, ispirato al carteggio inedito tra Leonardo Sciascia e il poeta sloveno Cyril Zlobec, un’occasione rara per ripercorrere un’epoca di divisioni e presagire un futuro di riconciliazione culturale.

L’evento, in scena al teatro Regina Margherita di Racalmuto il 22 gennaio alle 18, è curato dal regista Mario Milosa e si configura come una profonda riflessione sulla memoria storica e sulla forza trasformatrice della cultura.
Il carteggio, custodito tra la Fondazione Sciascia di Racalmuto e l’Archivio nazionale di Lubiana, rappresenta un documento eccezionale per comprendere le dinamiche di un’Europa spaccata, quella del bipolarismo ideologico che ha segnato la seconda metà del Novecento.

Le lettere, scritte in un periodo in cui i confini non erano solo geografici ma anche mentali, rivelano la profonda inquietudine di due intellettuali acuti, testimoni di un’epoca segnata da silenzi forzati e comunicazioni interrotte.

La linea di confine che separava Gorizia da Nova Gorica non era una mera demarcazione territoriale, ma un limite simbolico che imprigionava intere comunità, dividendo famiglie e spezzando legami affettivi.

Un’architettura di controllo, fatta di recinzioni, torrette e una rete complessa di restrizioni, rendeva persino difficoltoso lo scambio di semplici messaggi, erigendo una barriera invisibile tra due popoli vicini.
Sciascia e Zlobec, con la loro sensibilità e la loro capacità di leggere i segni del tempo, intuirono la fragilità di questo sistema, prefigurando un futuro in cui la cultura avrebbe abbattuto le barriere fisiche e ideologiche.
La scoperta di queste lettere inedite assume un significato particolare alla luce del percorso compiuto dall’Europa, che ha gradualmente superato le divisioni del passato.

L’iniziativa del Consiglio europeo, che ha promosso l’apertura dei confini culturali dopo quelli fisici, rappresenta una vittoria della diplomazia e della comprensione reciproca.
Il dialogo tra Sciascia e Zlobec, in questo contesto, si rivela un presagio di un’Europa unita, capace di valorizzare la diversità e di costruire un futuro comune.
Lo spettacolo “Idee delicate” non si limita alla lettura delle lettere, ma le trasforma in un’esperienza emotiva e intellettuale.
Maria Francesca Arcidiacono, con la sua interpretazione, dona voce alle parole di Sciascia e Zlobec, mentre la pianista triestina Mariarosa Pozzi e il violoncellista veneziano Antonio Galligioni creano un’atmosfera suggestiva, capace di amplificare il significato del messaggio.
La professoressa Martina Ozbot, direttrice del dipartimento di lettere contemporanee dell’Università di Lubiana, offre un prezioso contributo storico, contestualizzando il carteggio e illuminandone le implicazioni culturali.
Lo spettacolo si propone di essere un momento di riflessione, un invito a guardare al passato per comprendere meglio il presente e a coltivare la speranza di un futuro più aperto e inclusivo.

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