Durante un incontro a Palermo, nell’ambito dell’assemblea pubblica di Sicindustria, il presidente degli industriali Emanuele Orsini ha espresso al Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e al Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso le pressanti richieste delle imprese per una revisione delle tempistiche relative agli incentivi di transizione 5.0.
La questione cruciale ruota attorno alla data del 27 novembre, attualmente fissata come termine ultimo per la presentazione delle domande di accesso ai finanziamenti.
Orsini ha sottolineato con favore l’apertura dimostrata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) nel riconoscere la necessità di garantire la continuità degli investimenti già in atto.
L’annullamento o la brusca interruzione di finanziamenti per progetti che hanno soddisfatto i requisiti necessari e che si trovano in una fase avanzata di realizzazione, avrebbe infatti generato un profondo danno alla fiducia tra il tessuto imprenditoriale e le istituzioni, minando la credibilità del programma stesso.
La richiesta formale avanzata dall’associazione industriale mira a spostare la scadenza ultima al 31 dicembre 2025.
Questa proroga, secondo Orsini, non rappresenta una semplice dilazione temporale, ma un segnale di lungimiranza e di impegno verso una visione strategica a lungo termine.
L’associazione Sicindustria, infatti, sollecita da oltre un anno l’adozione di un approccio triennale per gli investimenti, ritenendo che una pianificazione più ampia e flessibile sia essenziale per consentire alle imprese di programmare interventi significativi e strutturali.
L’obiettivo primario è evitare di penalizzare le aziende che hanno già avviato progetti di transizione tecnologica e industriale, e di assicurare che nessun investimento meritevole venga lasciato indietro.
La proroga al 31 dicembre 2025 rappresenterebbe un atto di responsabilità, volto a consolidare la collaborazione tra istituzioni e imprese, e a promuovere un ecosistema industriale italiano competitivo e innovativo, capace di affrontare le sfide del futuro.
La continuità, piuttosto che l’improvvisa interruzione, è la chiave per sostenere la crescita e la competitività del sistema produttivo nazionale.

