Centenario del Transito di San Francesco: Assisi tra spiritualità e indulgenza

Con un solenne rito celebrato nella suggestiva cornice della Basilica di Santa Maria degli Angeli di Assisi, precisamente nella Porziuncola, si è ufficialmente inaugurato il centenario del Transito di San Francesco.

L’evento, carico di significato spirituale e storico, commemora il luogo – la Cappella del Transito – dove il Poverello d’Assisi, nell’autunno del 1226, accolse la morte, l’aveva definita “Sorella Morte”, in un gesto di radicale spogliazione, nudo sulla terra nuda.
Il significato di questo anniversario non si limita alla rievocazione di un evento storico, ma si apre a un tempo di riflessione e rinnovamento per la Chiesa e per il mondo intero.
In segno di questa grazia, la Penitenzieria Apostolica ha concesso l’indulgenza plenaria, accessibile alle consuete condizioni, in tutte le chiese francescane a livello globale, come sancito da un decreto emanato dalla Santa Sede.

Questo gesto sottolinea la volontà di offrire un percorso di purificazione e riconciliazione per i fedeli, invitati a immergersi nelle radici della spiritualità francescana.
Fra Massimo Travascio, custode della Porziuncola, nel suo saluto iniziale, ha evocato l’eredità preziosa lasciata da Francesco: un testamento di pace, riconciliazione e canto.
Ha esortato a evitare che il centenario si riveli una mera commemorazione, ma a trasformarsi in una profezia viva, capace di ispirare azioni concrete nel presente.
La celebrazione è stata presieduta da Fra Francesco Piloni, ministro provinciale dei frati minori di Umbria e Sardegna.
Un momento particolarmente toccante è stato il rituale della “luce”, che ha visto il Vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno, Monsignor Domenico Sorrentino, e il sindaco di Assisi, Valter Stoppini, varcare insieme la soglia della Basilica con un cero acceso nella Cappella del Transito.
Questo gesto simbolico rappresenta la luce di Cristo risorto, che illumina il cammino verso la pace e il perdono.
L’auspicio del Vescovo Sorrentino, ora sostituito da Monsignor Felice Accrocca, è che questo centenario sia vissuto come un’esplosione di vera gioia, frutto di un rinnovato impegno a riscoprire Francesco nella sua integralità, al di là delle semplificazioni e delle riduzioni.
Il sindaco Stoppini ha espresso gratitudine e senso di responsabilità nell’affrontare questo anniversario, ribadendo l’impegno della città nella salvaguardia dell’eredità francescana, una sfida complessa in un’epoca segnata da crescenti disuguaglianze e conflitti.
Il rito ha visto il coinvolgimento delle sei famiglie francescane, che hanno attraversato insieme le navate della Basilica, inaugurando simbolicamente un pellegrinaggio che coinvolgerà il mondo intero.

La partecipazione di fedeli e autorità civili è stata ampia, con la presenza, tra gli altri, della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, e di Davide Rondoni, presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di San Francesco.
La celebrazione si è articolata in sei momenti significativi – misericordia, preghiera, fraternità, lavoro, pace e benedizione – che ripercorrono i passaggi essenziali del testamento spirituale di San Francesco, invitando a una riflessione profonda sui valori che hanno guidato la sua vita.
Questo percorso culmina alla Porziuncola, sottolineando che il Transito non rappresenta una fine, ma l’inizio di una vita donata completamente, un modello di esistenza che continua a ispirare generazioni.

Al termine della celebrazione, è stata letta la lettera del Papa Leone XIV, indirizzata alla famiglia francescana e alla Chiesa universale, un messaggio di speranza e invito al rinnovamento spirituale, in un mondo in cerca di valori autentici e di un percorso di pace duratura.
L’eco del messaggio francescano risuona oggi più che mai, in un’epoca che necessita urgentemente di riconciliazione, giustizia e profonda compassione verso il prossimo.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap