La Spezia, un grido d’allarme: la psiche degli adolescenti a rischio.

Un’eco di profondo turbamento risuona dalle parole della professoressa Laura Dalla Ragione, psichiatra e docente al Campus Biomedico di Roma, esperta di disturbi del comportamento alimentare e consulente regionale per l’Umbria.
La tragedia che ha colpito La Spezia, con la perdita di una giovane vita a causa della violenza di un coetaneo, ha riacceso un campanello d’allarme che, troppo a lungo, è stato soffocato da un silenzio complice.

La professoressa Dalla Ragione non parla di semplice delinquenza giovanile, ma di un disagio ben più profondo, una frattura emotiva che serpeggia nel tessuto dell’adolescenza contemporanea.
Si tratta di una sofferenza “sotterranea”, una pressione interna che si manifesta con sintomi sempre più intensi, spesso celati dietro una facciata di apparente normalità.
La complessità della situazione è amplificata dalla fragilità del sistema di supporto a cui i giovani si affidano.
Scuola e famiglia, due pilastri fondamentali per la crescita e l’educazione, si trovano a navigare in acque sempre più torbide, oberate da difficoltà economiche, sociali e culturali che ne compromettono la capacità di offrire un solido punto di riferimento.

L’esplosione di violenza a La Spezia, purtroppo, non è che la punta dell’iceberg.

Dietro si cela una crisi di controllo degli impulsi, una difficoltà strutturale nell’elaborazione delle emozioni e una crescente difficoltà a gestire la frustrazione.

I ragazzi, spesso immersi in un mondo virtuale che offre gratificazioni immediate e superficiali, faticano a sviluppare la resilienza necessaria per affrontare le difficoltà della vita reale.

Un aspetto cruciale è rappresentato dal divario sempre più ampio tra la percezione della libertà e la consapevolezza della responsabilità.

I giovani, esposti a un’immagine distorta del mondo, tendono a confondere l’autonomia con l’impunità, dimenticando che ogni azione comporta delle conseguenze, non solo per sé stessi, ma anche per gli altri.

La mancanza di una solida base valoriale, la perdita di riferimenti positivi e l’assenza di un dialogo costruttivo tra generazioni contribuiscono ad acuire questa pericolosa deriva.

La professoressa Dalla Ragione sottolinea, quindi, la necessità di un intervento urgente e strutturale, che coinvolga non solo gli specialisti della salute mentale, ma anche gli insegnanti, i genitori, le istituzioni e l’intera comunità.
È fondamentale promuovere l’educazione emotiva, lo sviluppo della consapevolezza di sé, la capacità di relazionarsi in modo sano e costruttivo, e l’acquisizione di valori come il rispetto, l’empatia e la responsabilità sociale.
Solo attraverso un approccio globale e collaborativo sarà possibile disarmare le menti dei ragazzi, offrendo loro gli strumenti necessari per affrontare le sfide del futuro e costruire un mondo più giusto e pacifico.

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