Merkel e San Francesco: un’eco di pace tra Assisi e il mondo.

L’eco di una scelta radicale risuona attraverso i secoli, un richiamo potente che ha toccato profondamente anche Angela Merkel.

Durante una recente visita privata ad Assisi, la ex cancelliera tedesca, in un’intervista esclusiva per la rivista dei frati minori, ha espresso la commozione suscitata dalla figura di San Francesco, un uomo che, abbandonando i privilegi di una famiglia agiata, scelse un percorso di rinuncia e dedizione radicale.

Questo pellegrinaggio ad Assisi non è stato un evento isolato.

Merkel ripercorre le due precedenti occasioni ufficiali: il ricevimento della Lampada di Pace, simbolo di impegno internazionale, e la successiva consegna, momento di solennità istituzionale.
Questa terza visita, tuttavia, assume una risonanza più intima, un’immersione personale nel cuore del messaggio francescano.
“Leggere i suoi scritti, comprendere i suoi obiettivi,” afferma Merkel, “ci ricorda che la nostra azione è un’eredità, un’aggiunta a ciò che altri hanno costruito prima di noi.
È un principio fondamentale della democrazia, la consapevolezza di essere custodi di un patrimonio comune.
” Il numero di novembre della rivista San Francesco non si limita al contributo della Merkel.

Ospita voci altrettanto significative, provenienti da contesti di conflitto e di resilienza.
Josè Roviro Lopez Rivera, portavoce della Comunità di Pace di San José de Apartadó, in Colombia, offre una testimonianza straziante di ventotto anni di resistenza nonviolenta in una regione martoriata da interessi economici spietati e violenza endemica.
Nonostante le perdite devastanti – oltre trecento membri caduti – la comunità rifiuta la spirale della vendetta, incarnando un modello di pace e giustizia che riecheggia l’impegno francescano verso i più vulnerabili.
Dalla Terra Santa, fra Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa, offre uno sguardo privilegiato sul complesso e doloroso conflitto israelo-palestinese.

Le sue parole illuminano il ruolo cruciale della comunità cristiana e dei frati, sottolineando il potere della fede, della solidarietà e, soprattutto, della semplice presenza: gesti silenziosi, apparentemente insignificanti, che indicano un’alternativa alla violenza, una via di speranza.
Le sue riflessioni sono un invito a perseverare nella fede e nell’azione, a coltivare la speranza anche nelle circostanze più ardue, per essere attivi costruttori di pace al fianco di chi soffre.
Il numero della rivista anticipa inoltre un evento di grande importanza: l’ostensione delle spoglie mortali di San Francesco, prevista per il febbraio-marzo 2026.

Fra Giulio Cesareo presenta il concept e alcune anticipazioni, offrendo un assaggio di ciò che ci aspetta.
Infine, un cenno alla tecnologia: l’App San Francesco Digitale rende accessibili sia il numero di novembre del magazine “San Francesco patrono d’Italia” sia il trimestrale biblico-liturgico “Momenti Francescani,” ampliando così la portata del messaggio francescano e rendendolo accessibile a un pubblico più vasto.
L’eredità di Francesco, dunque, continua a vivere, a ispirare e a sfidare il mondo contemporaneo, attraverso voci diverse e canali innovativi.

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