Il Palazzo della Provincia di Perugia ha fatto da cornice a un convegno di cruciale importanza, “Minori e Guerra: Diritto, Protezione e Futuro”, un’iniziativa promossa dall’Unione Forense per i Diritti Umani – Sezione Umbria, sotto l’egida della Camera Minorile di Perugia.
L’evento si è posto come un atto di responsabilità collettiva, un tentativo di illuminare le zone d’ombra che gravano sul destino dei bambini vittime di conflitti armati, un fenomeno globale che, purtroppo, continua a segnare profondamente la nostra contemporaneità.
Riccardo Vescovi, Vicepresidente della Provincia, ha aperto i lavori sottolineando come le immagini di sofferenza provenienti da teatri di guerra come l’Ucraina e la Striscia di Gaza, ma anche da contesti meno mediatici, siano un monito ineludibile.
Non si tratta di una semplice statistica, ma di vite spezzate, di infanze rubate, di un futuro compromesso.
L’appello è a una riflessione urgente e a un impegno concreto, che vada oltre la semplice condanna delle violazioni del diritto internazionale.
Il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Perugia, Carlo Orlando, ha evidenziato la necessità imperativa di mantenere alta l’attenzione sulla tutela dei minori in contesti di guerra, un dovere etico e professionale che non può essere delegato.
La presenza di bambini nei conflitti armati è una costante, un elemento strutturale che richiede risposte mirate e innovative.
L’Unione Forense, attraverso la sua Sezione Umbria, ha dato impulso a questo percorso di sensibilizzazione e formazione, con l’obiettivo di affinare le competenze degli operatori del diritto e di promuovere una cultura della protezione dei diritti umani, soprattutto per le categorie più vulnerabili.
Le avvocate Silvia Ricci e Izaura Puka, coordinatrici dell’iniziativa, hanno rimarcato la centralità della persona come fulcro di ogni azione giuridica, ribadendo l’importanza di un sistema di protezione efficace e tempestivo.
Il convegno si è articolato in quattro sessioni tematiche, pensate per offrire una panoramica completa e approfondita della questione.
La prima, dedicata al quadro normativo internazionale e nazionale, ha analizzato gli strumenti giuridici esistenti a tutela dell’infanzia nei contesti bellici, evidenziandone i limiti e le potenzialità.
La seconda, incentrata sulla dimensione psicosociale, ha esplorato le conseguenze traumatiche dei conflitti sul benessere psicologico e sullo sviluppo dei minori, sottolineando la necessità di interventi specifici di sostegno e recupero.
La terza, di natura interdisciplinare, ha promosso un approccio integrato che coinvolga professionisti provenienti da diversi settori – diritto, psicologia, servizi sociali, cooperazione umanitaria – per offrire risposte più complete e personalizzate.
Infine, la sessione “Voci dal Campo” ha dato voce agli operatori umanitari e alle organizzazioni che lavorano a stretto contatto con le comunità colpite dalla guerra, offrendo testimonianze dirette e uno sguardo concreto sulle sfide che si affrontano quotidianamente, dalle difficoltà logistiche all’emergenza psicologica.
Il convegno non si è limitato a una mera disamina teorica, ma ha rappresentato un invito all’azione, un’occasione per ripensare il ruolo della comunità giuridica e civile nella tutela dei diritti dei minori, vittime innocenti di una realtà che troppo spesso sembra aver dimenticato i principi fondamentali dell’umanità.
Un futuro di pace e giustizia passa inevitabilmente attraverso la protezione dei bambini, custodi della speranza e promotori di un domani migliore.







