Nella suggestiva cornice della sala consiliare di Orvieto, un atto formale si è elevato a simbolo di profonda gratitudine e memoria: la sindaca Roberta Tardani, con la presenza del questore Michele Abenante, ha conferito all’appuntato di pubblica sicurezza in pensione Michelangelo Onigi le chiavi della città.
Un gesto istituzionale che trascende la semplice consegna di un oggetto, divenendo espressione di rispetto per una vita interamente dedicata al servizio dello Stato e testimonianza di una resilienza umana straordinaria.
Michelangelo Onigi, nato nel 1921, incarna una rara testimonianza vivente del Novecento, un secolo segnato da eventi traumatici e sconvolgimenti epocali.
La sua esperienza nel campo di concentramento di Buchenwald, un inferno di privazioni, sofferenze e disumanità, ha lasciato un’impronta indelebile nel suo animo, forgiando in lui una profonda consapevolezza del valore inestimabile della libertà, della democrazia e della dignità umana.
Questa esperienza, anziché spegnere la sua fede nel futuro, lo ha spinto, al contrario, ad impegnarsi con rinnovato vigore nelle istituzioni repubblicane, consacrando la sua carriera al servizio della collettività.
L’iniziativa, promossa in sinergia tra la questura di Terni e l’amministrazione comunale di Orvieto, si colloca all’interno di un progetto più ampio, pensato per celebrare il 105° compleanno dell’appuntato Onigi.
Un’occasione non solo per onorare un singolo individuo, ma anche per riaffermare l’importanza della memoria storica come pilastro fondamentale per la costruzione di una società più consapevole e giusta.
La giornata diventa così un momento di riflessione sui valori che hanno fondato la Repubblica Italiana e sul ruolo cruciale delle forze dell’ordine nella salvaguardia di tali valori.
L’appuntato Onigi, con il suo percorso professionale iniziato il 16 dicembre 1946, ha dedicato oltre trent’anni alla polizia di pubblica sicurezza, accumulando un ricco patrimonio di esperienza e onorificenze.
Le due Croci al merito di guerra, la Medaglia d’argento al merito di servizio (conferita nel 1962) e, più recentemente, la nomina a Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, attestano il suo impegno costante e il suo contributo significativo al servizio dello Stato.
Il questore Abenante, durante la cerimonia, ha sottolineato come iniziative di questo genere non siano semplici formalità, ma atti concreti per rafforzare il legame tra la polizia e il territorio, alimentando un senso di fiducia reciproca e consolidando l’identità di una comunità.
È un riconoscimento dovuto a chi, avendo conosciuto la negazione più radicale dei diritti umani, ha scelto di dedicare la propria vita a difenderli, incarnando i principi fondanti di una Repubblica democratica.
L’esempio di Michelangelo Onigi si erge a monito e ispirazione per le nuove generazioni, ricordando che la libertà e la giustizia richiedono un impegno costante e una vigilanza ininterrotta.

