Un uomo di quarant’anni, originario della Guinea e privo di fissa dimora, è stato arrestato a Perugia con l’accusa di aver perpetrato, in circostanze distinte, gravi atti di violenza sessuale e tentata violenza sessuale, culminati in una flagrante violazione di domicilio.
La decisione del Giudice per le Indagini Preliminari (GIP), che ha disposto la custodia cautelare in carcere, si fonda sulla gravità intrinseca delle condotte contestate, aggravate dalla vulnerabilità delle vittime, incontrate casualmente in spazi pubblici, e dalla loro apparente impreparazione a fronteggiare tali aggressioni.
La ricostruzione degli eventi, elaborata dalla Procura di Perugia sulla base degli elementi raccolti, delinea un quadro allarmante.
In una prima occasione, durante la notte di settembre, l’uomo avrebbe attuato un comportamento persecutorio nei confronti di una giovane donna, separata dal suo gruppo di amici.
L’aggressore l’avrebbe pedinata e, successivamente, immobilizzata, tentando una violenza sessuale.
Solo la prontezza di reazione della vittima, che si è difesa con colpi mirati, e l’intervento tempestivo dei suoi amici, hanno permesso di interrompere l’aggressione e costringere l’uomo a fuggire.
Poco dopo, nella stessa area urbana, si sarebbe verificato un secondo episodio.
La stessa persona avrebbe iniziato a seguire un’altra donna, sottoponendola a ripetuti e espliciti inviti a rapporti sessuali.
L’uomo, secondo quanto riferito dagli inquirenti, ha tentato di aggredire fisicamente la donna, ma la vittima, con un atto di coraggio e determinazione, lo ha respinto lanciandogli addosso un bicchiere contenente tè caldo.
Questa azione ha permesso alla donna di rifugiarsi in un’abitazione vicina, dove ha trovato rifugio e assistenza.
Le indagini, condotte con metodo e rigore dai Carabinieri della stazione di Perugia Fortebraccio, hanno permesso di identificare e rintracciare l’aggressore, individuo già noto alle autorità per precedenti penali.
L’attività investigativa ha stabilito un chiaro collegamento tra i due episodi, confermando la responsabilità dell’uomo.
La sua cattura e la conseguente detenzione in carcere rappresentano un importante passo avanti nella tutela della sicurezza pubblica e nella protezione delle donne esposte a tali atti di violenza.
L’evento solleva interrogativi sulla sicurezza percepita negli spazi urbani e sulla necessità di rafforzare misure di prevenzione e supporto alle vittime di aggressioni sessuali.
La vicenda, inoltre, riaccende il dibattito sull’importanza di un approccio multidisciplinare che coinvolga forze dell’ordine, servizi sociali e associazioni di volontariato per contrastare efficacemente il fenomeno della violenza di genere e promuovere una cultura del rispetto e della parità.

