Brunello Cucinelli e Emily in Paris: l’Umbria diventa set

Brunello Cucinelli, l’architetto di un impero tessile radicato nel cuore dell’Umbria, si è trovato inaspettatamente al centro dell’attenzione della popolare serie Netflix “Emily in Paris”.

Una vicenda inusuale, un intreccio di realtà e finzione che rivela la forza evocativa di un marchio, un luogo, un’idea di lusso che trascende il mero prodotto.
L’imprenditore, settantaduenne, ha raccontato a Variety di aver ricevuto, nel settembre 2024, un invito formale da Darren Star, il creatore della serie.

La richiesta era di presenziare all’anteprima romana della quarta stagione.

Inizialmente perplesso, Cucinelli si è interrogato sul motivo di tale onore, un sentimento amplificato dalla sua consuetudine con figure di spicco.

La sua assenza, tuttavia, ha generato un’ondata globale di comunicazioni, un’inondazione di email provenienti da ogni angolo del pianeta, dall’India alla Cina.

La spiegazione si è rivelata quanto sorprendente quanto inaspettata: la sua figura, la sua filosofia, il suo borgo, Solomeo, erano diventati fonte di ispirazione per la trama.
Il personaggio di Marcello Muratori, interpretato da Eugenio Franceschini, l’erede di un’azienda di cashmere di lusso, è una diretta trasposizione della visione di Cucinelli.

L’azienda del personaggio, erede del padre Umberto, diventa il fulcro di un segmento cruciale della trama, quando Emily (Lily Collins) si reca in Italia per una visita che si trasforma in una scoperta del territorio e dei suoi valori.

La genesi di questa “trasposizione” risale al 2023, quando Star visitò Solomeo.
Fu in quel luogo, immerso nella storia e nel paesaggio umbro, che lo sceneggiatore trovò l’elemento mancante per definire il personaggio di Marcello.
“Ero un po’ nervoso,” ha ammesso Star, “speravo di farlo contento, perché lo ammiro davvero tanto.

” La realtà superò le aspettative, rivelando una profondità e un’autenticità che difficilmente potevano essere riprodotte in un’opera di finzione.

Il “fittizio” Solitano, pur affascinante, non rendeva giustizia alla ricchezza e alla complessità del luogo reale.
L’aura di Solomeo e la figura di Brunello Cucinelli continuano ad affascinare celebrità di ogni genere.

Da Mark Zuckerberg a Leonardo DiCaprio, da Oprah Winfrey a Gwyneth Paltrow, tutti sembrano attratti dalla filosofia che si cela dietro i suoi capi, un approccio che privilegia la qualità, l’etica e la sostenibilità.

La storia di questo imprenditore umbro, che ha costruito un impero tessile fondato su valori umani e un profondo rispetto per il territorio, è destinata a diventare un racconto universale, un’ode alla bellezza, al lavoro e alla visione.
Un documentario, intitolato “Brunello: The Gracious Visionary”, promette di svelare i segreti di questo straordinario percorso, offrendo uno sguardo privilegiato sulla sua filosofia e sul suo impatto culturale.

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