Francesco: Un’opera tra parole e musica ad Assisi

Nell’imponente scenario della Basilica di San Francesco ad Assisi, il 15 dicembre ha preso vita “Francesco”, un’opera teatrale che ambisce a ravvivare l’eco del messaggio franciscano, a 800 anni dalla sua dipartita.

Un evento che ha coinvolto un pubblico eterogeneo, dai confratelli ai fedeli, passando per esponenti del panorama culturale come Lorenzo Jovanotti, testimoniando un interesse diffuso per la figura del santo.

Lo spettacolo, frutto dell’incontro intellettuale e artistico tra lo scrittore e giornalista Aldo Cazzullo e il cantautore Angelo Branduardi, si configura come un’esperienza sinestetica, in cui la parola narrante si fonde con la musica evocativa.
Cazzullo attinge a “Francesco.
Il primo italiano” (HarperCollins), il suo acclamato saggio che ha conquistato il pubblico e la critica, per tessere un racconto biografico e spirituale.

Branduardi, a sua volta, impreziosisce l’esposizione con le composizioni tratte dal suo album “L’infinitamente piccolo”, un lavoro dedicato a Francesco che abbandona le convenzioni della musica devozionale per abbracciare una ricerca musicale più profonda e originale.

“L’eco del messaggio di Francesco risuona oggi con sorprendente attualità, purtroppo spesso ignorata,” afferma Cazzullo.
“Il suo appello alla pace contrasta con le ferite aperte dai conflitti globali, il suo amore per ogni creatura si scontra con la devastazione ambientale causata dall’uomo, il suo invito al rispetto e alla dignità per tutti si confronta con le disuguaglianze e le ingiustizie che affliggono la società contemporanea.

“Branduardi rivela le peculiarità della genesi del suo album: “Inizialmente ero restio ad affrontare un tema così tradizionalmente legato alla spiritualità, temendo di cadere in cliché musicali.
I francescani mi hanno convinto a superare i miei pregiudizi, spiegandomi che desideravano un’opera che fosse al tempo stesso filologica e innovativa.
Mi hanno offerto una prospettiva disarmante: ‘Dio sceglie i peggiori’.
In un lampo, ho capito che la mia missione non era quella di creare musica sacra, ma di esplorare l’umanità di Francesco, le sue fragilità, le sue contraddizioni.
” I dischi d’oro e di platino ricevuti per questo lavoro, a differenza di altri, sono conservati come un tesoro, simbolo di un percorso artistico e spirituale condiviso.

L’apertura dello spettacolo è stata affidata a una suggestiva interpretazione de “Il cantico delle creature”, eseguita da Branduardi con violino e accompagnamento pianistico di Fabio Valdemarin, un momento di intensa commozione e profonda riflessione.

L’evento assisiatese sarà riproposto in una versione speciale in televisione durante le celebrazioni pasquali su La7.

Il progetto “Francesco” non si limita all’esperienza assisiatese, ma si appresta a diventare un tour itinerante che toccherà le principali città italiane nel 2026, a partire da Pisa il 12 febbraio, per poi proseguire con Firenze, Napoli, Torino e Genova.
Un viaggio artistico e spirituale per riscoprire l’eredità di un uomo che, otto secoli dopo la sua morte, continua a ispirare e a sfidare il mondo.

Lo spettacolo si propone di essere non solo un omaggio a San Francesco, ma anche un’occasione per interrogarsi sul presente, alla luce del suo messaggio di pace, umiltà e amore per la creazione.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap