Cotarella a Orvieto: un omaggio al vino e alla sua storia

L’imponente affluenza a Palazzo del Capitano del Popolo di Orvieto testimonia il profondo legame tra la comunità locale e la figura di Riccardo Cotarella, enologo di fama globale e carismatico presidente di Assoenologi.
La presentazione del suo libro, “Il vino, la mia vita” (Rizzoli), si è rivelata un’occasione di riflessione non solo sulla parabola personale dell’autore, ma anche sul ruolo cruciale del vino nell’economia, nella cultura e nell’identità nazionale italiana.
Moderato con maestria dal noto giornalista Bruno Vespa, che ha curato anche la prefazione, l’evento ha visto la partecipazione di personalità di spicco come Brunello Cucinelli, Massimo D’Alema e l’attore Leonardo Lo Cascio, i quali hanno contribuito a creare un dialogo stimolante e ricco di spunti.

Il libro di Cotarella, infatti, non è una semplice autobiografia, bensì un viaggio appassionante attraverso decenni di esperienza e innovazione nel mondo del vino.

Cotarella ripercorre le tappe fondamentali del suo percorso, a partire dagli albori, condivisi con il fratello Renzo, fino alla creazione di Falesco, oggi rinominata Famiglia Cotarella e gestita con competenza dalle figlie Dominga, Marta ed Enrica.

Questo passaggio sottolinea la continuità generazionale e l’impegno a preservare un’eredità di eccellenza.

L’autore non si limita a narrare successi professionali, ma condivide aneddoti, sfide superate e le intuizioni che hanno plasmato la sua visione del vino.

La sua prospettiva va oltre la mera tecnica enologica: Cotarella considera il vino come un veicolo di comunicazione, un linguaggio universale capace di trascendere confini geografici e culturali.
È un elemento connettivo che lega le persone alla terra, alle tradizioni e alle storie che si sedimentano nel tempo.

Il vino, per lui, è un’espressione tangibile del territorio, un distillato di passione, lavoro e saper fare che rappresenta un patrimonio inestimabile per l’Italia.
L’evento ha offerto l’opportunità di riflettere sull’importanza di valorizzare la viticoltura italiana, promuovendone la sostenibilità e preservandone la ricchezza di varietà autoctone.

Cotarella, con la sua esperienza, incarna la figura dell’artigiano del gusto, custode di un sapere antico e interprete delle nuove tendenze del mercato, un modello per le future generazioni di enologi e un ambasciatore del Made in Italy nel mondo.

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