Un Grido di Stabilità: La Giustizia Italiana tra Pnrr e PrecarietàUn corteo vibrante di lavoratori precari della giustizia ha animato Piazza Italia a Perugia, testimoniando una mobilitazione che si protrae da tre anni e che riflette una profonda crisi strutturale del sistema giudiziario italiano.
L’azione, promossa da Fp Cgil Umbria, non è solo una richiesta di stabilizzazione per i 12.000 precari nazionali e i centinaia che operano nella provincia di Perugia, ma una denuncia della gestione dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e delle sue implicazioni per il futuro della giustizia.
Michele Agnani, segretario di Fp Cgil Umbria, ha chiarito l’urgenza della situazione.
La stabilizzazione di questi lavoratori non è una questione di diritti individuali, ma un imperativo per la funzionalità e l’efficienza del sistema giudiziario.
L’attuale piano di stabilizzazione governativo, che prevede risorse per circa 3.000 lavoratori, si rivela profondamente inadeguato rispetto al deficit di personale cronico e all’esigenza di colmare il gap accumulato negli anni.
La questione non si limita alla semplice assunzione di personale.
Si tratta di lavoratori specializzati, figure professionali che, attraverso anni di esperienza, hanno sviluppato competenze cruciali per il corretto funzionamento degli uffici giudiziari.
Disperdere tali competenze rappresenterebbe una perdita irreparabile, un danno non solo per i singoli lavoratori, ma per l’intera collettività.
L’ingessamento del sistema, l’incapacità di attrarre e trattenere talenti, comprometterebbe ulteriormente la capacità del sistema giudiziario di rispondere alle esigenze della società.
Durante l’incontro con la prefettura, una delegazione sindacale, affiancata dal segretario regionale della Cgil, Simone Pampanelli, ha esposto le criticità e le necessità del settore, sottolineando il rischio concreto di un collasso del sistema se le attuali condizioni di precarietà persistessero.
La carenza di personale amministrativo, in particolare, mette a rischio la continuità delle attività giudiziarie, rallentando l’emissione delle sentenze e lo svolgimento delle udienze.
Oltre alla stabilizzazione del personale esistente, il sindacato pone l’accento sulla necessità di un riordino delle famiglie professionali e di una riorganizzazione complessiva del sistema giudiziario, al fine di ottimizzare l’allocazione delle risorse e migliorare l’efficienza dei processi.
L’appoggio ricevuto dall’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), anche dalla sezione di Perugia, testimonia la condivisione di queste istanze e l’importanza di un approccio integrato per affrontare le sfide del settore.
La mobilitazione dei precari rappresenta, dunque, un campanello d’allarme, un grido di allerta che sollecita il governo e le istituzioni a rivedere le politiche di gestione del PNRR e a investire in modo strategico nel capitale umano della giustizia italiana, garantendo non solo la stabilizzazione del personale esistente, ma anche la creazione di un sistema giudiziario moderno, efficiente e capace di rispondere alle esigenze di una società in continua evoluzione.
Il mese di giugno 2026, indicato dal sindacato come momento cruciale, segna una scadenza improrogabile per evitare un ulteriore deterioramento di un sistema già fragile.

