L’adozione dell’intelligenza artificiale nel tessuto imprenditoriale umbro, e più ampiamente nel commercio, turismo e servizi, si presenta come un mosaico complesso, caratterizzato da luci di potenziale e ombre di ritardo.
Una ricerca congiunta, promossa da Confcommercio e Cna Umbria e realizzata dal Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Perugia, ha indagato lo stato di avanzamento di questa trasformazione digitale, coinvolgendo dieci realtà aziendali come case study.
Il progetto, presentato durante l’evento “Intelligenza artificiale: Storie, dati e prospettive per le imprese umbre”, ha mirato a fornire un quadro dettagliato delle opportunità e delle sfide associate all’implementazione dell’IA, esplorando la sua applicabilità in contesti diversi, dall’ospitalità alla grande distribuzione organizzata.
L’indagine non si è limitata a una mera constatazione, ma ha cercato di identificare aree specifiche dove l’innovazione basata sull’IA potrebbe generare un impatto significativo.
I risultati hanno rivelato un divario considerevole tra il potenziale teorico dell’IA e la sua effettiva applicazione pratica, soprattutto nelle piccole e medie imprese.
Pur riconoscendo i vantaggi offerti dalla tecnologia, le aziende interpellate mostrano una conoscenza ancora frammentaria e un’integrazione limitata, spesso confinata a soluzioni di base.
Questa situazione solleva il rischio di un progressivo divario competitivo rispetto ad aziende più avanzate, sia a livello nazionale che internazionale.
Tuttavia, le imprese intervistate hanno espresso un forte interesse nell’esplorare le potenzialità dell’IA per affrontare le sfide attuali, in particolare la stagnazione della produttività.
Aree chiave identificate come particolarmente promettenti includono l’analisi e gestione dei dati (per estrarre insight utili e ottimizzare le decisioni), il miglioramento del servizio clienti (attraverso chatbot e personalizzazione delle interazioni), l’ottimizzazione dei processi produttivi e logistici (riducendo i costi e migliorando l’efficienza) e la creazione di nuove esperienze nel settore del turismo e del commercio.
L’implementazione strategica dell’IA non si configura quindi come un mero investimento tecnologico, ma come un elemento cruciale per il rilancio della competitività aziendale e la capacità di rispondere alle mutevoli esigenze del mercato.
I benefici a breve termine sono molteplici: riduzione dei tempi di elaborazione, miglioramento della qualità dei prodotti e servizi digitali, ottimizzazione delle strategie di marketing e la possibilità di costruire relazioni più solide e personalizzate con la clientela, aprendo la strada a nuovi modelli di business.
La chiave del successo risiede nella capacità di superare le barriere alla conoscenza, promuovere la formazione specifica e favorire la collaborazione tra imprese, istituzioni e centri di ricerca, per trasformare il potenziale dell’IA in una reale leva di crescita e sviluppo economico.







