La Chiesa di San Procolo, gioiello storico-artistico di Avendita, Cascia, è destinata a rinascere grazie a un intervento di consolidamento sismico di notevole complessità tecnica ed economica, approvato dalla Conferenza permanente.
Questo progetto, con un investimento di 2.500.000,00 euro, si configura come un atto concreto di salvaguardia del patrimonio umbro, particolarmente significativo in vista dell’imminente ottavo centenario della morte di San Francesco (2026), evento che vedrà la regione Umbria al centro dell’attenzione internazionale.
L’edificio, caratterizzato da una singola navata, custodisce al suo interno preziose opere d’arte, testimonianze di secoli di storia religiosa e culturale.
Tra queste, spiccano una copia del celebre *San Michele Arcangelo* di Guido Reni (1797), una suggestiva statua lignea policroma raffigurante la *Madonna con Bambino*, risalente al XVI secolo, e un organo storico dello stesso periodo, ornato da due ante finemente decorate.
L’intervento di consolidamento si articola in diverse fasi, attentamente pianificate per minimizzare l’impatto sulle opere d’arte e preservare l’autenticità della struttura.
In primo luogo, si procederà alla rimozione degli intonaci moderni, sia esterni che interni, a eccezione di quelli a contatto con le volte, per consentire una profonda pulizia dei giunti murari.
Questa operazione sarà seguita da una reintegrazione con malte di qualità superiore, capaci di garantire una maggiore resistenza sismica.
Un’analisi dettagliata delle arcate longitudinali ha rivelato lievi segni di cedimento in chiave, richiedendo un rinforzo strutturale mirato.
Si procederà, pertanto, al completamento delle perforazioni armate, già iniziate in seguito al terremoto del 1979.
Particolare attenzione sarà dedicata alla cella campanaria, che sarà temporaneamente smontata sotto la supervisione di un restauratore esperto, responsabile del rilievo, della numerazione, della catalogazione e della selezione degli elementi da recuperare, fino alla cornice inferiore.
La sfida più complessa riguarda la parte inferiore del campanile, pesantemente compromessa da perforazioni armate orizzontali, eseguite per creare un blocco monolitico.
L’esteso intervento ha reso estremamente difficoltoso il recupero strutturale, limitando le azioni conservative alle pietre angolari, che si sono distaccate dalla base del campanile.
La ricostruzione della copertura prevede la realizzazione di una nuova capriata lignea, progettata secondo criteri innovativi: la struttura sarà orientata diagonalmente e supporterà due travi lignee disposte lungo un’altra diagonale, creando un sistema di carico e scarico efficiente.
Il commissario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, ha sottolineato l’importanza strategica di questo intervento, sottolineando come esso rappresenti un tassello fondamentale nella salvaguardia del patrimonio religioso, culturale e storico dell’Umbria, una regione che si appresta a celebrare un evento di portata mondiale come il bicentenario della morte di San Francesco.
Il commissario ha inoltre ringraziato la Presidente della Regione, l’Arcivescovo, l’Ufficio Ricostruzione e il Sindaco per la loro preziosa collaborazione.

