Il percorso “La Camera incontra i territori”, un’iniziativa strategica della Camera di Commercio dell’Umbria, ha recentemente focalizzato l’attenzione sul territorio del Tuderte, nell’ambito di un più ampio sforzo di comprensione delle dinamiche economiche e sociali che plasmano le diverse aree regionali.
L’obiettivo primario è quello di amplificare le voci delle comunità locali e di co-costruire strategie operative concrete, fondate su dati rigorosi, ascolto attivo e una collaborazione sinergica.
L’analisi preliminare, derivante dal sistema informativo Pablo, dipinge un quadro complesso del Tuderte: un territorio che dimostra notevole resilienza, sostenuto da una forte coesione sociale e da una qualità della vita generalmente elevata.
Tuttavia, questa resilienza convive con fragilità strutturali che rappresentano una sfida cruciale per il futuro.
Si evidenzia una progressiva erosione della capacità attrattiva del territorio, con un rallentamento nell’acquisizione di giovani talenti, investimenti esterni e competenze specialistiche, elementi vitali per la crescita sostenibile.
Il tessuto sociale appare solido, grazie a reti comunitarie radicate, un livello di reddito medio relativamente buono e una discrepanza contenuta nella qualità dei servizi offerti.
Al contrario, il comparto economico rivela una vulnerabilità significativa, manifestata da un indice di competitività territoriale che fatica a decollare e un indice di impresa che si attesta a un livello allarmante.
La prevalenza di imprese di piccole dimensioni, spesso penalizzate da limitate capacità di investimento, scarsa propensione all’innovazione e difficoltà nell’integrazione in filiere di valore, contribuisce a questo quadro negativo.
La carenza di un terziario avanzato dinamico e la quasi inesistenza di un settore manifatturiero tecnologicamente avanzato, elementi propulsori della crescita in contesti economici moderni, aggravano ulteriormente la situazione.
Il panorama demografico è particolarmente preoccupante.
Il territorio ha subito una contrazione abitativa del 5,8% tra il 2011 e il 2024, e le proiezioni future indicano un deterioramento della struttura per età, con un incremento significativo dell’indice di vecchiaia, potenzialmente pari a 373 anziani ogni 100 bambini entro il 2042.
Questa dinamica esercita una pressione insostenibile sui sistemi di welfare, sui servizi territoriali e sulla disponibilità di forza lavoro.
Il mercato del lavoro presenta un quadro di luci e ombre: sebbene i tassi di occupazione appaiano incoraggianti, persistono disparità di genere significative e un tasso di disoccupazione tra gli stranieri nettamente superiore alla media regionale (intorno al 17%).
La mobilità lavorativa risulta limitata, con una parte considerevole della popolazione che lavora all’interno del proprio comune, e tempi di percorrenza verso i centri di servizio più elevati rispetto alla media umbra, frenando l’attrattività e le opportunità di crescita professionale.
Tuttavia, l’analisi dei bilanci aziendali offre un barlume di speranza.
Nonostante un punto di partenza inferiore rispetto alle medie umbro-nazionali nel 2019, il Tuderte ha registrato un notevole miglioramento nell’Ebitda margin, passando dal 6,4% nel 2019 al 10,4% nel 2024, superando i valori regionali e nazionali.
Questa crescita, tuttavia, ha subito una fisiologica decelerazione nel 2024, soprattutto nei settori del commercio e di parte del manifatturiero, mentre il settore delle costruzioni, dopo l’impulso derivante da incentivi statali, sta rientrando in un ambito più ordinario.
Il segretario generale Federico Sisti ha sottolineato come il quadro economico del Tuderte, pur non essendo eccezionale, presenti elementi di potenziale e opportunità per una crescita diffusa.
Allo stesso tempo, ha evidenziato i rischi, con una particolare enfasi sulla sfida demografica, che incide su ogni aspetto della vita economica e sociale.
Il presidente della Camera di commercio, Giorgio Mencaroni, ha ribadito l’importanza strategica del progetto, sottolineando l’impegno a riportare l’istituzione al centro della vita reale delle comunità umbre, ascoltando le esigenze di amministratori e imprese per co-costruire politiche più efficaci.
Il sindaco di Todi, Antonino Ruggiano, ha auspicato un ritorno all’energia imprenditoriale degli anni Sessanta, promuovendo una rivoluzione culturale che favorisca la nascita di imprese più autonome, meno dipendenti dagli aiuti pubblici e più pronte ad affrontare le sfide del mercato.
La discussione, a cui hanno partecipato amministratori locali, rappresentanti delle associazioni di categoria, imprenditori e professionisti, ha affrontato temi cruciali come la competitività, l’innovazione, le competenze, l’attrattività dei giovani e la sostenibilità del sistema produttivo.
La conclusione del percorso ha lasciato intendere la necessità di una strategia di lungo periodo, che metta insieme istituzioni, imprese e società civile, per sfruttare al meglio le risorse, l’identità e la forza comunitaria del Tuderte, proiettando il territorio verso un futuro di crescita e benessere.

