Umbria, agricoltori in rivolta: prezzi bassi, costi alle stelle

La protesta degli agricoltori umbri, in continuità con iniziative precedenti, si è intensificata nel 2024 con l’insediamento di un presidio permanente a Lidarno, alle porte di Perugia, gestito con l’adesione e il coordinamento di Daai, l’associazione nazionale Difesa Agricoltori Allevatori Italiani.
Lunedì mattina, una rappresentanza di produttori, con un corteo di trattori, ha interrotto il consueto traffico, dirigendosi prima verso il capoluogo perugino e poi verso Bastia Umbra, in una manifestazione di crescente frustrazione e preoccupazione.
Al cuore della contestazione vi è un quadro economico insostenibile per le aziende agricole umbre, un vortice di fattori che ne minacciano la sopravvivenza.

Non si tratta solamente di prezzi di vendita inadeguati, ma di un baratro che separa i ricavi effettivi dai costi di produzione, ormai impennati.

La spirale negativa è alimentata da un incremento vertiginoso dei costi dei fertilizzanti, dei prodotti tecnici, della componentistica meccanica e dei carburanti, in stridente contrasto con la diminuzione dei prezzi dei prodotti agricoli, dall’olio extra vergine alle carni.

Questa disconnessione genera perdite economiche che mettono a rischio intere filiere e l’indipendenza produttiva del territorio.

La protesta si configura come un campanello d’allarme più ampio, un grido di allarme che denuncia le conseguenze di politiche commerciali globali che favoriscono la concorrenza sleale.
L’accordo con il Mercosur, in particolare, rappresenta un punto di forte critica, percepito come una porta aperta a prodotti esteri a basso costo, spesso realizzati con standard qualitativi e ambientali inferiori, che erodono il mercato interno e penalizzano le aziende agricole italiane, in particolare quelle di piccole e medie dimensioni.
Questa situazione non solo mette a rischio la loro attività, ma impatta negativamente anche sulla qualità e la sicurezza alimentare dei consumatori, costretti a pagare prezzi più alti per prodotti di qualità inferiore.

La mobilitazione, sebbene gestita con rigore e coordinata dalle forze dell’ordine e dalla polizia locale, che hanno provveduto a regolamentare il traffico, è un sintomo di un disagio profondo e diffuso.
La scelta di manifestare in strada, con mezzi agricoli, sottolinea la determinazione degli agricoltori a far sentire la propria voce e a chiedere un cambiamento radicale di rotta.

La protesta non è solo una rivendicazione economica, ma una difesa del tessuto sociale e culturale che da sempre lega il territorio all’agricoltura, un patrimonio da preservare per le future generazioni.

L’urgenza è quella di un intervento immediato e mirato, in grado di sostenere le aziende agricole, di promuovere prodotti locali e di garantire un futuro sostenibile per l’agricoltura umbra e italiana.

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