Valnerina: Resilienza e Rinascita nel Cuore dell’Italia

La Valnerina: Un’Ancora di Resilienza nel Cuore dell’Italia InternaIl focus group Isnart, in collaborazione con Unioncamere e la Camera di Commercio dell’Umbria, ha recentemente presentato il Rapporto 2025 dedicato alle aree interne italiane, ponendo nuovamente i riflettori sulla Valnerina.

Questo documento, frutto di un’attenta analisi e ascolto del territorio, getta luce sulle sfide e le opportunità che attendono queste zone, troppo spesso marginalizzate e afflitte da profonde disuguaglianze.

La Strategia Nazionale Aree Interne (Snai), promossa dal Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste, rappresenta uno strumento cruciale per innescare un processo di rinascita e sviluppo sostenibile.
La Valnerina, comprendente i quattordici comuni colpiti dal sisma del 2016 (Norcia, Cascia, Preci, Cerreto di Spoleto, Poggiodomo, Monteleone di Spoleto, Vallo di Nera, Scheggino, Sant’Anatolia di Narco, Ferentillo, Montefranco, Arrone, Sellano e Polino), emerge come un esempio di resilienza.

Pur condividendo la difficile storia del terremoto, e pur escludendo Spoleto dalle aree interne riconosciute dalla Snai, il territorio dimostra una straordinaria capacità di adattamento e di recupero.
Il Rapporto Isnart 2025 evidenzia una realtà italiana caratterizzata da un divario territoriale marcato.

Le aree interne, che rappresentano l’8% della popolazione nazionale (circa 4,5 milioni di abitanti), si trovano ad affrontare una crisi demografica ed economica particolarmente grave.
Il crollo delle nascite e l’invecchiamento della popolazione sono fenomeni diffusi, accompagnati da un preoccupante spopolamento.
Tuttavia, la Valnerina si distingue per una tenuta imprenditoriale e turistica sorprendentemente solida.
La sua capacità di generare valore, nonostante le difficoltà, la posiziona tra le aree più virtuose del Centro Italia.
L’economia locale si fonda su un tessuto diffuso di imprese a conduzione familiare, spesso guidate da donne e giovani, che si integrano con successo nelle filiere del turismo e dell’agroalimentare.
La vocazione biologica, l’elevata Superficie Agricola Utilizzata (SAU), la presenza di boschi e pascoli e una ricca biodiversità contribuiscono a plasmare un’identità unica.

La specializzazione in agriturismo (con un rapporto eccezionale di 7,2 agriturismi ogni 100 aziende agricole) e la presenza di prodotti certificati testimoniano la volontà di valorizzare le risorse locali.
Sul fronte turistico, la pressione turistica nella Valnerina è elevata (19,2 presenze per abitante), segno di un interesse crescente per il territorio.
Sebbene la capacità ricettiva sia ancora limitata (4,7 posti letto per chilometro quadrato), l’alto tasso di occupazione dei posti letto (18,7%) indica un’efficace gestione dell’offerta.

Il divario tra potenziale turistico e realtà economica suggerisce che il territorio può ancora crescere, sfruttando appieno le sue risorse.

L’Umbria, oltre alla Valnerina, comprende altre quattro aree interne: la Media Valle del Tevere e Umbria meridionale, il Nord Est Umbria, il Sud Ovest Orvietano e l’Unione dei Comuni del Trasimeno.

Tutte queste aree condividono sfide comuni, ma l’Umbria dimostra una capacità di reazione superiore alla media nazionale, sostenuta da filiere agricole e agroalimentari radicate e da un crescente interesse per un turismo lento, culturale e ambientale.
Il focus group Isnart ha individuato temi cruciali per lo sviluppo della Valnerina: rafforzare la cooperazione istituzionale, migliorare i servizi essenziali (sanità, istruzione, connettività, accesso al denaro contante), promuovere la digitalizzazione e creare reti tra imprese e comunità.

La proposta di un Marchio Valnerina, volto a unire prodotti, esperienze e ospitalità sotto un’unica identità territoriale, rappresenta un passo importante per rafforzare l’immagine del territorio.

La sfida principale è coniugare innovazione e autenticità, rendendo la montagna un luogo dove vivere, lavorare e restare.
Questo richiede investimenti in infrastrutture, sviluppo di competenze e politiche di sostegno per chi sceglie di restare.
Come sottolinea Paolo Bulleri, dirigente Isnart, l’accessibilità, i servizi essenziali e la valorizzazione dei prodotti tipici rappresentano leve fondamentali per lo sviluppo.

Il turismo, per diventare motore stabile di crescita, deve essere sostenibile e non solo stagionale.

Il Rapporto Isnart 2025 offre quindi una base di lavoro concreta e condivisa per affrontare le sfide future e costruire un futuro di rinascita per la Valnerina e per l’intera Italia interna.

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