La sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, ha sollevato un allarme significativo, denunciando un’operazione deliberata di delegittimazione che la riguarda personalmente e che investe un ampio fronte di amministratori locali del centrosinistra.
Più che una semplice reazione a eventi isolati, si configura come una strategia nazionale orchestrata da forze politiche di destra, apparentemente incapaci di competere sul piano programmatico e costretta a ricorrere a tattiche di discredito.
L’accostamento del suo nome a quello di Mohammed Hannoun, figura controversa arrestata con l’accusa di finanziare Hamas, appare come una strumentalizzazione calcolata, volta a creare associazioni mentali preconcette e a intaccare la credibilità di Ferdinandi e dei suoi colleghi.
Questa mossa rivela, a suo avviso, una profonda crisi di legittimità della destra politica, che, incapace di offrire soluzioni concrete e alternative valide, si rifugia nella denigrazione e nella creazione di narrazioni distorte.
La denuncia di Ferdinandi non si limita alla sfera personale, ma si estende a un quadro più ampio di amministrazioni locali impegnate sul territorio, che dimostrano quotidianamente la fattibilità di un’alternativa politica basata sulla prossimità ai cittadini, sulla risposta ai bisogni reali e sulla promozione di valori come la pace, la dignità e i diritti umani.
Colpire i sindaci e le sindache, secondo la sua analisi, significa colpire il cuore delle comunità locali, coloro che mantengono un legame diretto con la popolazione e che agiscono come interlocutori privilegiati per le istanze dal basso.
La gravità della situazione è accentuata dalla strumentalizzazione di una tragedia globale, la guerra tra Israele e Hamas, per fini politici interni.
La creazione di un clima di sospetto e di ostilità nei confronti di coloro che hanno manifestato solidarietà al popolo palestinese rappresenta una distorsione etica e una manipolazione dell’opinione pubblica.
Questa operazione di delegittimazione, Ferdinandi sottolinea, si è intensificata parallelamente all’approvazione di una manovra finanziaria percepita come inadeguata e lontana dalle reali esigenze del Paese, evidenziando, di fatto, un tentativo di distrarre l’attenzione dalle criticità economiche e sociali.
Ferdinandi, con fermezza, ribadisce che queste intimidazioni non avranno effetto.
La consapevolezza di operare dalla parte giusta della storia, insieme a una stampa libera e a un’ampia fetta di cittadini impegnati, garantisce la resilienza delle amministrazioni locali.
La sfida, ora, è quella di rafforzare la coesione, continuare a lavorare per il bene dei territori e contrastare con trasparenza e coraggio ogni tentativo di delegittimazione, difendendo i valori democratici e la libertà di espressione.
Il sostegno ricevuto dalla sindaca di Genova, Silvia Salis, testimonia la condivisione di questa preoccupazione e la volontà di unire le forze per affrontare questo momento delicato.






