Assisi si prepara al transito di San Francesco: un ottavo centenario di fede e speranza.

Con la solenne conclusione del Giubileo della Speranza, la diocesi di Assisi si volge con rinnovato fervore all’imminente celebrazione dell’ottavo centenario del transito di San Francesco, evento di capitale importanza per la fede cristiana e per l’identità culturale dell’Umbria e del mondo.
Il 10 gennaio, alle ore 10, la Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, luogo spirituale per eccellenza, spalancherà le sue porte per l’inizio ufficiale delle festeggiamenti, un’occasione per rinnovare il legame con il Santo di Assisi e per riflettere sulla sua eredità profonda.
Monsignor Domenico Sorrentino, vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, ha guidato la concelebrazione eucaristica di domenica 4 gennaio nella cattedrale di San Rufino, atto conclusivo dell’Anno Santo, un percorso spirituale delineato dall’invito del Papa.

Il Giubileo, per sua natura, non è un punto di arrivo, ma un seme gettato in terreno fertile, destinato a germogliare e a dare frutti duraturi.
Come un bocciolo che si dischiude, rivelando la bellezza della corolla, così la speranza, incarnata dalla figura di Francesco, deve continuare ad animare le comunità e ad ispirare azioni concrete.

Il prelato ha sottolineato come questo momento richieda un abbandono dell’egocentrismo e un’elevazione dello spirito, un distacco dalle preoccupazioni terrene per concentrarsi sull’orizzonte della fede.
È necessario, dunque, accogliere il “nuovo impulso” che la Chiesa attende, un rinnovamento interiore che porti ad una rinnovata testimonianza di carità e di impegno sociale.
L’eredità francescana non è solo un patrimonio religioso, ma un modello di vita, un invito alla semplicità, alla povertà e alla fraternità che risuona con particolare urgenza nel contesto attuale, segnato da disuguaglianze e conflitti.
Alla celebrazione conclusiva dell’Anno Santo erano presenti il sindaco di Assisi, Valter Stoppini, autorità civili e rappresentanti delle forze dell’ordine, a testimonianza del forte legame tra la Chiesa e la comunità locale, un legame che si rafforza in queste occasioni di solennità e di riflessione.
Le celebrazioni per il transito di San Francesco rappresentano un’opportunità irripetibile per rafforzare questo legame, per riappropriarsi dell’identità umbra e per proiettare l’immagine di Assisi come luogo di pace, di accoglienza e di ispirazione spirituale per il mondo intero.
L’augurio è che questo ottavo centenario non sia solo una ricorrenza formale, ma un vero e proprio cammino di conversione personale e comunitaria, un invito a seguire le orme del Santo, impegnandosi per un mondo più giusto, più fraterno e più vicino al Vangelo.

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