venerdì 29 Agosto 2025
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Perugia

Borse di studio in Umbria: promesse non mantenute, studenti penalizzati.

La giunta regionale guidata da Proietti si presenta con un’operazione di facciata, un tentativo di mascherare una decisione che compromette seriamente il diritto allo studio in Umbria.
La narrazione di una svolta si infrange contro la realtà: le risorse destinate alle borse di studio rimangono sostanzialmente invariate rispetto alle previsioni del precedente governo di centrodestra, come denunciano i consiglieri regionali dell’opposizione.

Un immobilismo che contrasta nettamente con l’aumento indiscriminato della pressione fiscale su famiglie e imprese, una mazzata da 180 milioni di euro tra Irpef e Irap.
Le cifre delle borse di studio, a differenza di quanto auspicato da molti, restano ancorate ai valori stabiliti dall’amministrazione precedente: 150 euro per il primo ciclo, 250 per la scuola secondaria di primo grado e 400 per la scuola secondaria di secondo grado.
L’unica variazione, apparentemente positiva, è l’aumento del contributo per il trasporto pubblico scolastico, una misura che, se analizzata a fondo, si rivela un espediente per ridurre il numero di beneficiari.
L’effetto domino è inequivocabile: mantenendo invariate le risorse complessive e incrementando i costi per il trasporto, si riduce inevitabilmente l’accesso alle borse di studio.
Questo si traduce in un privilegio per pochi e nell’esclusione di un numero significativo di studenti provenienti da famiglie in difficoltà economica, costrette a rinunciare a un sostegno fondamentale per il futuro dei propri figli.
L’assessore Fabio Barcaioli, con la sua retorica sulla necessità di superare la stagione dei “bonus” in favore di “interventi stabili e strutturali”, dimostra una pericolosa miopia.
Esiste già la “Legge sulla Famiglia”, frutto del lavoro del centrodestra nella legislatura precedente, che prevede un sistema di aiuti alle famiglie, finanziamenti per le neo-mamme e i neonati, incentivi per lo studio e l’attività sportiva dei giovani, garantendo una continuità di risorse.

L’assessore dovrebbe, anziché invocare soluzioni “innovative”, approfondire la conoscenza degli strumenti legislativi già esistenti.

La decisione di non incrementare i fondi destinati al diritto allo studio, dopo un aumento così significativo delle tasse, rappresenta un’incoerenza profonda e un tradimento delle aspettative dei cittadini umbri.

Il silenzio che avvolge la destinazione dei fondi accertati solleva seri interrogativi sulla trasparenza dell’azione amministrativa.
Secondo le stime dell’opposizione, mentre negli anni passati circa 27.000 studenti umbri hanno potuto beneficiare di questo importante sostegno economico, nell’anno scolastico 2025-2026 il numero dei beneficiari potrebbe essere drasticamente ridotto, forse dimezzato.

I consiglieri dell’opposizione hanno annunciato un’interrogazione urgente al Consiglio regionale per ottenere chiarimenti precisi e quantificare il numero di studenti esclusi, per scongiurare una situazione inaccettabile e sollecitare un intervento immediato per proteggere il diritto allo studio e il futuro dei giovani umbri.

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