Calenda e gli studenti: un dialogo aperto per cambiare le percezioni.

Durante un recente incontro con gli studenti dell’Università degli Studi di Perugia, nell’ambito del progetto “Calenda on Campus”, il segretario di Azione, Carlo Calenda, ha affrontato un tema cruciale: la percezione, spesso distorta e pregiudizialmente negativa, che la società nutre nei confronti della nuova generazione di universitari.
L’iniziativa, nata quasi per caso e ora estesa a ben cinquanta atenei su esplicita richiesta delle associazioni studentesche, si fonda su un modello di dialogo aperto e partecipativo, basato prevalentemente su sessioni di domande e risposte, ritenuto essenziale per una reale comprensione reciproca.

Calenda ha espresso la sua sorpresa e ammirazione per il livello di impegno e la profondità delle riflessioni che animano gli studenti.
Contrariamente a stereotipi diffusi, il loro interesse non si limita a questioni di mera natura politica, ma si estende a tematiche complesse e di portata globale.

La prevalenza di domande di “merito”, come le definisce Calenda, rivela una volontà di approfondire tematiche specifiche e di comprendere le implicazioni delle scelte politiche e strategiche.
Le domande poste dagli studenti hanno focalizzato l’attenzione su argomenti di primaria importanza per il futuro del pianeta e della comunità internazionale.

La questione del nucleare, ad esempio, ha suscitato un acceso dibattito, riflettendo una necessità di valutare i benefici e i rischi di questa fonte energetica in un contesto di transizione ecologica.

La guerra in Ucraina, con le sue conseguenze umanitarie ed economiche, ha sollevato interrogativi complessi sulla sicurezza europea e sulle responsabilità internazionali.

La situazione in Palestina, con le sue radici storiche e le sue implicazioni politiche, ha stimolato una riflessione sulla necessità di una pace duratura e giusta.
Questi incontri “Calenda on Campus” rappresentano, dunque, un’occasione preziosa non solo per il segretario di Azione di ascoltare direttamente le voci dei giovani, ma anche per la società nel suo complesso di comprendere meglio le loro preoccupazioni, le loro aspirazioni e il loro desiderio di un futuro più sostenibile e pacifico.
Il progetto testimonia un cambio di paradigma nel rapporto tra politica e giovani, abbandonando modelli comunicativi unidirezionali a favore di un dialogo costruttivo e partecipativo, dove l’ascolto e la comprensione reciproca diventano i pilastri fondamentali di un percorso comune.

L’iniziativa si pone, in definitiva, come un modello per un futuro in cui la voce dei giovani sia ascoltata e valorizzata, contribuendo attivamente alla costruzione di un mondo migliore.

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