Città di Castello scrive a Mattarella: scuole ferme, un diritto negato.

Il Comune di Città di Castello, con un atto formale che trascende la consueta comunicazione istituzionale, invierà una missiva al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sollevando un problema di rilevanza nazionale che incide direttamente sul diritto allo studio.
L’iniziativa, annunciata dal Sindaco Luca Secondi, nasce da una situazione di stallo che affligge la ricostruzione della scuola Dante Alighieri, un’opera pubblica di primaria importanza per la comunità.

L’amministrazione comunale, forte dell’impegno profuso per l’ottenimento di risorse significative – oltre dieci milioni di euro derivanti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), cofinanziati con un milione e mezzo di euro comunali – si trova di fronte a una profonda frustrazione.

La gestione operativa dell’appalto, delegata all’agenzia Invitalia, ha generato un intreccio burocratico che ha compromesso i tempi e le modalità di realizzazione dell’opera.

Nonostante l’impegno profuso e l’obiettivo ambizioso di offrire una scuola moderna e sicura agli studenti, l’esecuzione dei lavori è ferma, costringendo il Comune ad avviare procedure di risoluzione contrattuale.

La vicenda, ben oltre una semplice difficoltà amministrativa, si configura come un fallimento nella capacità dello Stato di garantire un diritto costituzionalmente riconosciuto: quello all’istruzione.

La chiusura della scuola Dante Alighieri ha privato la città di una risorsa essenziale, generando disagi e incertezze per famiglie e studenti.
Il silenzio e l’inerzia da parte delle istituzioni nazionali hanno amplificato il senso di abbandono e la necessità di un intervento urgente.

Il Sindaco Secondi, con questa comunicazione al Presidente della Repubblica, intende dare voce alle legittime aspettative della comunità di Città di Castello e, più in generale, di tutti i comuni italiani che si trovano ad affrontare problematiche simili.
Si tratta di un appello a una responsabilità condivisa, un monito alla necessità di superare le divisioni di competenze e le rigidità burocratiche che ostacolano la realizzazione di opere pubbliche di primaria importanza.

La lettera non è solo un gesto di protesta, ma anche un invito a una riflessione più ampia sul ruolo dello Stato nell’attuazione del PNRR e nella garanzia dei diritti fondamentali dei cittadini.

L’amministrazione comunale, pur assumendosi la responsabilità di aver perseguito con determinazione l’ottenimento delle risorse necessarie, non può subire passivamente l’inerzia delle istituzioni nazionali.
Al di là di questa problematica, l’anno che volge al termine per Città di Castello è stato caratterizzato da una significativa trasformazione e valorizzazione.

Nuove infrastrutture, interventi di riqualificazione urbana e la promozione del patrimonio culturale hanno contribuito a proiettare l’immagine della città a livello nazionale e internazionale.

La solida gestione finanziaria ha permesso di mantenere invariati i servizi essenziali per la comunità, a partire dai servizi per l’infanzia, la ristorazione scolastica e il trasporto, testimoniando l’impegno costante dell’amministrazione verso le famiglie e le persone più fragili.
La sfida per il futuro resta quella di consolidare questi progressi, superando le criticità e garantendo un futuro di sviluppo sostenibile e inclusivo per tutti i cittadini.

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