L’elisoccorso Nibbio, pilastro fondamentale del sistema di emergenza sanitaria umbro, ha compiuto 498 interventi tra il 27 febbraio 2024 e il 31 luglio 2025, un dato che testimonia la sua cruciale importanza per la collettività.
L’operatività del servizio, recentemente estesa al volo notturno, rappresenta un progresso significativo, frutto di una visione strategica coltivata dalla precedente amministrazione regionale di centrodestra che ne ha promosso l’autonomia e l’indipendenza operativa.
Prima del 2024, l’Umbria condivideva il servizio con le Marche, una soluzione che inevitabilmente si traduceva in rallentamenti operativi e limitazioni nell’accesso alle cure per i cittadini umbri.
La necessità di ricorrere ad elisoccorsi di altre regioni, in assenza di disponibilità locale, comportava inoltre un onere economico considerevole per la sanità pubblica.
La scelta di creare un servizio autonomo, con personale dedicato, base operativa regionale e mezzi specifici, ha rappresentato un investimento cruciale per la tutela della salute dei cittadini umbri.
La presente amministrazione regionale, guidata dalla presidente Proietti, sembra intenzionata a mettere a repentaglio questo patrimonio, proponendo un Protocollo d’Intesa con la Toscana che ne comprometterebbe l’autonomia, subordinando il servizio agli interessi di un’altra regione.
Questa iniziativa, inizialmente presentata con enfasi come una “grande operazione strategica”, ha suscitato immediate e forti reazioni di disapprovazione, costringendo la presidente Proietti a ritirare la proposta.
L’episodio ha messo a luce una gestione, per usare un eufemismo, superficiale e inadeguata di un servizio vitale per la comunità.
La retorica dei tagli e del razionalizzazione dei costi non regge all’evidenza di una gestione che rischia di compromettere direttamente la sicurezza e il diritto alla salute dei cittadini.
Si aggiunga che l’aumento indiscriminato di imposte, come Irpef e Irap, gravano già sulle famiglie, i lavoratori, i commercianti e le imprese umbre, in cambio di promesse di potenziamento della sanità che, al contrario, rischiano di essere disattese.
Le consigliere regionali di opposizione, Donatella Tesei e Eleonora Pace, esprimono profonda preoccupazione per la possibile riproposizione del Protocollo d’Intesa, sottolineando l’impegno a difendere con ogni mezzo il diritto degli umbri a un servizio di emergenza sanitaria prioritario e indipendente.
La battaglia per la salvaguardia dell’elisoccorso Nibbio non è solo una questione politica, ma una questione di civiltà, un dovere verso la comunità che ha riposto e continua a riporre fiducia nel sistema sanitario regionale.
La tutela della vita umana e la garanzia di un accesso equo alle cure devono rimanere al centro delle priorità politiche, al di sopra di qualsiasi calcolo elettorale o interesse partitico.