Il 22 novembre 1943, una data indelebile scolpita nella memoria di Foligno, ha visto la città subire il primo di una serie di attacchi aerei che ne avrebbero segnato profondamente il tessuto urbano e umano.
A distanza di ottantadue anni, la comunità si è riunita in piazza Don Minzoni, luogo simbolo di resilienza e rinascita, per commemorare quell’evento tragico.
Un picchetto d’onore, rappresentato dal centro di selezione e reclutamento dell’esercito, ha presidiato la piazza, testimone silenzioso del dovere di ricordare e di non dimenticare.
Il presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Galligari, e il sindaco, Stefano Zuccarini, hanno aperto i lavori, sottolineando l’importanza cruciale di questa ricorrenza.
Non si tratta di una mera celebrazione del passato, bensì di un rinnovato impegno a preservare la memoria collettiva, un atto di responsabilità verso le generazioni future.
L’attacco aereo, perpetrato da forze armate angloamericane provenienti dalla base di Decimomannu in Sardegna, si materializzò alle ore 12:53, sconvolgendo la quiete di una città indifferente al conflitto in atto.
Il bombardamento non fu un evento isolato, ma parte di una campagna aerea che si protrasse fino al giugno successivo, infliggendo a Foligno ben trentasei raid devastanti.
Le conseguenze furono catastrofiche: circa cento quaranta vite spezzate, tra cui un numero inaccettabile di bambini, e un numero imprecisato di feriti, molti dei quali segnati per sempre da invalidità permanenti.
La città fu ridotta a un inferno di fuoco e macerie, con la distruzione di circa la metà del suo patrimonio pubblico, l’interruzione delle linee elettriche e idriche, e danni infrastrutturali di vasta portata.
La piazza Don Minzoni, luogo della cerimonia, assume un significato particolare perché proprio in essa sorgeva il palazzo Rodati, un tempo simbolo di potenza e bellezza, oggi ridotto a un cumulo di rovine grazie alla furia distruttiva dei bombardamenti.
L’immagine contrastante della piazza, con la sua vivace fontana e il suo dinamismo, coesiste con il ricordo del passato traumatico, sottolineando la capacità di una comunità di rialzarsi dalle proprie ferite e di ricostruire il proprio futuro.
Il Gonfalone Comunale, decorato con la Medaglia d’Argento al Valore Civile conferita dal Presidente Gronchi nel 1961, rappresenta il riconoscimento formale del coraggio e della resilienza dimostrati dalla popolazione di Foligno durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale.
La presenza di consiglieri come Nicola Badiali e Pierfrancesco Pinna testimonia l’impegno dell’amministrazione comunale nel perpetuare la memoria di quegli eventi e di onorare la memoria di coloro che hanno perso la vita o hanno subito le conseguenze dei bombardamenti.
La ricorrenza non è solo un momento di lutto, ma anche un’occasione per riflettere sulle cause del conflitto, sulle responsabilità individuali e collettive, e sull’importanza di promuovere la pace e la tolleranza nel mondo.

