La Marcia dei Bambini: Un Appello Urgente alla Pace.

La Marcia della Pace dei bambini, un’onda di speranza in movimento, ha superato ogni aspettativa, accogliendo una folla di voci innocenti e potenti.

L’evento, un vibrante mosaico di volti illuminati, non è semplicemente una passeggiata, ma una solenne dichiarazione di intenti, un appello all’umanità smarrita tra le ombre del conflitto.

Padre Enzo Fortunato, testimone privilegiato di questa sacra processione, ha sottolineato con profonda amarezza e al contempo con incrollabile fiducia, che l’ascolto delle parole dei più giovani rappresenta un’imperativa necessità per l’umanità.

Non si tratta di un atto di cortesia o di sentimentalismo, ma di un atto di sopravvivenza, un’urgenza esistenziale.
I bambini, liberi dai pregiudizi e dalle ideologie che avvelenano il dibattito pubblico, possiedono una chiarezza di visione che gli adulti, spesso intrappolati in logiche di potere e interessi economici, faticano a raggiungere.

La loro innocenza non è una debolezza, ma una forza.
È la capacità di vedere il mondo con occhi nuovi, di interrogarsi sulle cause profonde della sofferenza, di proporre soluzioni semplici e disarmanti, spesso ignorate perché scomode.

La pace non è un concetto astratto da perseguire in conferenze internazionali, ma una condizione concreta che si coltiva nel rispetto reciproco, nella condivisione delle risorse, nella tutela del pianeta, nell’educazione alla non violenza.

La responsabilità, dunque, ricade sui leader mondiali, sui potenti che detengono il controllo degli arsenali e influenzano le decisioni politiche.

La loro eredità non sarà giudicata dalla ricchezza accumulata o dal consenso ottenuto, ma dalla capacità di aver salvaguardato il futuro dei propri figli e di tutti i bambini del mondo.
Premere il pulsante della pace significa abbandonare le illusioni di sicurezza offerte dalla forza militare, significa investire nell’istruzione, nella diplomazia, nella cooperazione internazionale.

Significa riconoscere che la vera prosperità non si fonda sulla conquista e la dominazione, ma sulla giustizia sociale e la sostenibilità ambientale.

La Marcia Perugia-Assisi, più che un evento isolato, si configura come un seme piantato nel terreno fertile della speranza.

Un monito, un invito all’azione, un’eco delle voci dei bambini che, con la loro innocenza e la loro semplicità, ci ricordano che il futuro del mondo è nelle nostre mani e che la pace non è un sogno irrealizzabile, ma un obiettivo raggiungibile se solo avessimo il coraggio di ascoltare.

È un appello urgente a riscoprire l’umanità perduta, a ricostruire ponti di dialogo e comprensione, a lavorare insieme per un mondo più giusto e pacifico, un mondo degno di essere ereditato dalle generazioni future.

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