La recente comunicazione del Presidente della Provincia di Terni riguardo al futuro dell’ospedale di Narni-Amelia solleva interrogativi profondi e merita una risposta che vada oltre la mera replica.
La discussione attuale rischia di semplificare eccessivamente un tema cruciale per il benessere della comunità, riducendo la sanità a una dicotomia artificiale tra due presidi: quello di Terni e quello di Narni-Amelia.
Questa visione limitata ignora la complessità delle esigenze sanitarie del territorio e, soprattutto, alimenta divisioni che dovrebbero essere superate da chi, come la leadership provinciale, ha il compito di unire, non di separare.
È imperativo riconoscere che l’offerta sanitaria efficiente non nasce dalla competizione tra strutture, bensì dall’integrazione sinergica di risorse e competenze.
L’ospedale di Terni e quello di Narni-Amelia non devono essere percepiti come alternative inconciliabili, ma come elementi costitutivi di un sistema sanitario provinciale coeso, in grado di offrire una risposta completa e personalizzata.
L’importanza del presidio di Narni-Amelia trascende la mera presenza di una struttura ospedaliera; esso rappresenta un pilastro fondamentale per la medicina territoriale, un punto di riferimento imprescindibile per una vasta popolazione, in particolare per coloro che risiedono in aree remote o che necessitano di un accesso rapido a cure di prossimità.
La sua funzione è cruciale nell’alleggerire il carico assistenziale sull’ospedale di Terni, ottimizzando così l’utilizzo delle risorse a disposizione e garantendo tempi di attesa più brevi per tutti i cittadini.
La riduzione del presidio di Narni-Amelia a una questione di secondo piano significherebbe compromettere l’equità nell’accesso alle cure, penalizzando intere comunità e vanificando gli sforzi compiuti per rafforzare la medicina territoriale.
Un modello sanitario efficace deve rispondere alle diverse esigenze del territorio, tenendo conto delle specificità demografiche, geografiche e culturali di ogni comunità.
È necessario abbandonare logiche di breve termine e adottare una visione strategica che metta al centro il benessere dei cittadini.
Questo implica investimenti mirati in infrastrutture, personale qualificato e tecnologie all’avanguardia, garantendo al contempo un’organizzazione efficiente e coordinata tra i diversi presidi ospedalieri e territoriali.
La collaborazione istituzionale, il dialogo costruttivo e la condivisione di obiettivi comuni sono i pilastri fondamentali per costruire un sistema sanitario solido e resiliente, in grado di affrontare le sfide del futuro e di garantire a tutti i cittadini il diritto alla salute.
La salute non è un privilegio, ma un diritto inalienabile, e la sua tutela richiede un impegno condiviso da parte di tutti gli attori coinvolti.
Il futuro della sanità nella nostra provincia dipende dalla nostra capacità di superare le divisioni e di abbracciare una visione inclusiva e orientata al bene comune.