In un abbraccio spirituale che avvolge la città umbra, il Pontefice ha inaugurato il suo pellegrinaggio in terra italiana con parole che risuonano come un appello universale.
La scelta di Assisi, scrigno di storia e di ispirazione, non è casuale, ma si configura come un gesto simbolico di profonda valenza: un punto di convergenza tra la fede cristiana e l’anelito del mondo intero a valori di pace, riconciliazione e solidarietà.
Lungi dal semplice riconoscimento della bellezza del luogo, l’espressione del Papa rivela una percezione acuta della crisi contemporanea.
Il “mondo ha urgente bisogno” non è una constatazione superficiale, ma una dichiarazione di gravità, che sottolinea la precarietà delle relazioni umane, le divisioni ideologiche, le ingiustizie sociali e i conflitti armati che insanguinano il pianeta.
Assisi, terra di San Francesco, incarna un messaggio intramontabile.
Francesco, l’uomo che abbracciò la povertà, la semplicità e l’amore per il prossimo, ha lasciato un’eredità che va ben oltre i confini della Chiesa cattolica.
La sua visione, improntata alla compassione, alla tolleranza e al rispetto per tutte le creature, offre un modello di vita radicalmente alternativo, capace di sfidare le logiche del potere, dell’accumulo e della violenza.
Il Pontefice, erede spirituale di San Francesco, richiama all’essenza di questo messaggio, invitando i vescovi italiani, e per loro tramite l’intera comunità ecclesiale, a riscoprire la forza trasformativa della fede fraterna.
Non si tratta di una fede dogmatica e sterile, ma di una fede viva e dinamica, capace di generare opere di carità, di giustizia e di pace.
La “sosta brevissima” ad Assisi è, quindi, un preludio a un percorso di riflessione e di rinnovamento.
Un invito a superare le barriere culturali, religiose e politiche, per costruire ponti di dialogo e di comprensione.
Un monito a non rassegnarsi alla sofferenza e alla disperazione, ma ad agire con coraggio e speranza, ispirandosi all’esempio di San Francesco, per rendere il mondo un luogo più giusto, fraterno e pacifico.
L’eco delle parole del Papa risuona nella storia, un faro di speranza che illumina il cammino verso un futuro di armonia e di riconciliazione.







