La riapertura della Basilica di San Benedetto a Norcia, un evento di profonda valenza simbolica e materiale, risuona come un canto di speranza e resilienza nel cuore dell’Umbria.
La presidente della Regione, Stefania Proietti, ha espresso con commozione la potenza di questo momento, sottolineando come la ricostruzione non sia solo un intervento architettonico, ma un atto di riappropriazione dell’identità e della memoria per una comunità duramente colpita dal sisma del 2016.
La Basilica, fulcro spirituale e culturale di Norcia, rappresenta un punto di rottura con il passato di dolore e incertezza, proiettando la Valnerina verso un futuro di rinnovamento e prosperità.
La sua riapertura segna l’accelerazione di un processo di ricostruzione che, pur affrontando complessità intrinseche, si impegna a non abbandonare alcuna frazione, offrendo un sostegno mirato e personalizzato a ciascuna comunità.
Oltre al valore spirituale e storico, la riapertura della Basilica proietta un raggio di luce sull’area interna, evidenziando una dinamicità e una vitalità inaspettate.
La Valnerina, contro ogni previsione demografica, dimostra una notevole capacità di resistere al rischio di spopolamento, mantenendo una popolazione attiva e una significativa affluenza turistica, ben al di sopra della media nazionale.
Questo dato, di per sé significativo, testimonia la forza del legame tra la popolazione e il territorio, nonché l’attrattiva culturale e paesaggistica della Valnerina.
La presidente Proietti ha espresso la ferma convinzione che questa ripartenza innescherà un’impennata di sviluppo, un vero e proprio “boom” che coinvolgerà non solo Norcia, ma l’intera Valnerina, trasformando le ferite del passato in opportunità di crescita e innovazione.
Questo momento cruciale segna non solo una vittoria sulla devastazione, ma anche una riaffermazione della volontà di costruire un futuro solido e sostenibile, radicato nella tradizione e proiettato verso l’orizzonte.
La riapertura della Basilica di San Benedetto è, in definitiva, un invito a riscoprire la bellezza e il valore di un territorio che ha saputo trasformare la sofferenza in forza, la distruzione in rinascita.







