La crescente inadeguatezza del servizio ferroviario nel cuore dell’Italia, con particolare riferimento all’Umbria, richiede un’azione immediata e coordinata.
Una richiesta formale, indirizzata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, è stata avanzata da Federico Gori, Presidente di Anci Umbria, e Luca Tramini, Coordinatore della Consulta Trasporti Anci Umbria, in aperta adesione all’iniziativa posta in essere dall’Assessore Regionale ai Trasporti, Francesco De Rebotti.
L’obiettivo è l’istituzione di un tavolo di confronto istituzionale, coinvolgendo il Ministero, Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia, per affrontare le criticità emergenti e delineare strategie di risanamento.
Il peggioramento del servizio non è un fenomeno recente, ma una tendenza strutturale che si è accentuata nei mesi passati.
I treni sono frequentemente soggetti a ritardi prolungati, con conseguenti lunghe attese e interruzioni del servizio.
Le prestazioni dei treni regionali sono state drasticamente ridotte, spesso con cancellazioni improvvise, mentre i collegamenti a lunga percorrenza, seppur apparentemente più efficienti, soffrono di un congestionamento sistemico che ne compromette l’affidabilità.
Un elemento chiave di questa situazione è la priorità indiscussa e spesso ingiustificata accordata all’alta velocità, a scapito del trasporto ferroviario locale, essenziale per milioni di pendolari, studenti e cittadini.
L’impatto di queste disfunzioni è particolarmente grave per i territori umbri, dove l’inadeguatezza delle infrastrutture stradali rende il treno l’unica via di accesso a servizi e opportunità.
Il depotenziamento di questa risorsa vitale non solo limita il diritto alla mobilità, ma contribuisce all’emarginazione economica e sociale delle aree interne, alimentando un circolo vizioso di isolamento e spopolamento.
Le amministrazioni locali sono sommerse da segnalazioni di disagi, testimonianza del crescente malcontento e della perdita di fiducia nel sistema.
Anci Umbria, con forza e determinazione, sostiene la necessità di un intervento urgente, auspicando che il tavolo di confronto possa portare a risultati concreti e duraturi.
Tra le priorità indicate: il ripristino di standard minimi di affidabilità e puntualità, un’equa ripartizione delle precedenze sulle linee condivise, la definizione di un piano d’azione chiaro per la tutela dei servizi regionali e interregionali, investimenti mirati sull’ammodernamento delle infrastrutture e sull’implementazione di tecnologie avanzate per il controllo del traffico.
Altrettanto importante è rafforzare il dialogo e la collaborazione con i Comuni e i territori, spesso esclusi dai processi decisionali che li riguardano.
La mobilità non deve essere relegata a un mero servizio secondario, ma riconosciuta come un diritto fondamentale, intrinsecamente legato alla qualità della vita, alla coesione sociale e allo sviluppo economico sostenibile.
Il futuro delle aree interne, in particolare, dipende dalla capacità di garantire un sistema di trasporto ferroviario efficiente, accessibile e inclusivo.
Anci Umbria si rende disponibile, insieme alla rete dei Comuni umbri, per contribuire attivamente alla ricerca di soluzioni condivise, consapevoli che solo attraverso un impegno collettivo sarà possibile invertire la rotta e restituire fiducia in un servizio pubblico essenziale.
Il confronto istituzionale non è un atto formale, ma un passo cruciale verso la rivitalizzazione del territorio.

