La recente vicenda che ha visto il *Corriere della Sera* sospendere la pubblicazione di un’intervista al ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov solleva questioni cruciali riguardanti l’autonomia editoriale, la responsabilità giornalistica e il delicato equilibrio tra libertà di espressione e tutela degli interessi nazionali.
Il sottosegretario all’Editoria, Alberto Barachini, ha espresso un giudizio che definisce la decisione del quotidiano come un atto di prudenza e correttezza, sottolineandone il valore.
La scelta di non pubblicare integralmente l’intervista, a differenza di altre testate internazionali che l’avevano resa disponibile, non va interpretata come un atto di censura, bensì come un esercizio ponderato di responsabilità da parte del direttore.
Un direttore, in questo caso, stimabile per la sua integrità e la sua capacità di bilanciare valori contrastanti.
La presunta necessità di “stralciare” porzioni del testo, qualora contenenti affermazioni potenzialmente diffamatorie o non verificabili, avrebbe comportato una compromissione dell’integrità stessa dell’intervista, trasformandola in un documento parziale e potenzialmente distorto.
La pubblicazione di dichiarazioni che, secondo il *Corriere*, avrebbero potuto ledere interessi nazionali e internazionali, richiederebbe un’attenta valutazione preventiva e una verifica accurata delle fonti, attività complesse e che richiedono tempo.
La decisione di non pubblicare, quindi, salvaguarda sia il ministro Lavrov, garantendogli il diritto a esprimere le proprie opinioni, seppur in un formato alternativo, sia i lettori del quotidiano, evitando loro la fruizione di informazioni potenzialmente inesatte o dannose.
Questa vicenda apre un dibattito più ampio sulla funzione del giornalismo nell’era digitale.
L’immediatezza della diffusione delle notizie, amplificata dai social media, rende ancora più urgente l’impegno dei media a garantire l’accuratezza delle informazioni e a evitare la propagazione di narrazioni tendenziose o false.
L’autonomia editoriale, intesa come capacità di prendere decisioni indipendenti da pressioni politiche o economiche, rappresenta un pilastro fondamentale della democrazia e della libertà di informazione.
La decisione del *Corriere della Sera*, in questo contesto, può essere vista come un esempio di come un’istituzione giornalistica responsabile possa esercitare la propria autonomia, anteponendo la tutela dell’interesse pubblico a considerazioni di mera convenienza o sensationalismo.
Il sottosegretario Barachini, con la sua presa di posizione, sottolinea l’importanza di questo equilibrio, riconoscendo al *Corriere* il merito di averlo saputo preservare.






