La discussione sul futuro del complesso stadio-clinica di Terni ha subito un brusco rallentamento nell’ambito dell’Assemblea Legislativa, con il respingimento di due mozioni urgenti che miravano a inquadrare le posizioni politiche in merito al controverso progetto.
L’ostacolo principale è risieduto nella necessità di una maggioranza qualificata, pari a due terzi degli aventi diritto, un quorum non raggiunto in nessuna delle due votazioni.
La prima mozione, presentata dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Luca Simonetti, e fortemente sostenuta da tutti i partiti della coalizione di governo – Partito Democratico, Autonomie Valle del Serchio, M5S e il gruppo “Umbria Domani-Proietti presidente” – intendeva esplicitamente ribadire il sostegno all’azione intrapresa dalla Giunta regionale per la realizzazione del complesso.
L’obiettivo era quello di fornire un segnale chiaro di continuità e fiducia nel percorso finora tracciato, consolidando la posizione della maggioranza in un momento di acceso dibattito pubblico.
Parallelamente, la consigliera di Forza Italia, Laura Pernazza, ha presentato una seconda mozione, “Impegno della Giunta regionale a sostenere la realizzazione del progetto stadio/clinica di Terni”, con l’appoggio dei gruppi di Lega, Forza Italia e “Tesei presidente-Umbria civica”.
Questa proposta, formulata in termini più vincolanti, mirava a sollecitare un impegno formale e inequivocabile da parte dell’esecutivo regionale, quasi a voler imprimere una direzione più decisa e a definire un quadro temporale più preciso per la realizzazione dell’opera.
Il rifiuto di entrambe le mozioni, pur non segnando una chiusura definitiva alla discussione, evidenzia una frattura latente all’interno dell’Assemblea Legislativa e riflette le crescenti divergenze di opinione che caratterizzano il dibattito pubblico ternano.
La complessità del progetto, che intreccia esigenze sportive, sanitarie ed economiche, si scontra con una crescente sensibilità nei confronti dei costi, delle tempistiche e dell’effettivo impatto sul territorio, alimentando un clima di incertezza e richiedendo un confronto più ampio e costruttivo per trovare una soluzione condivisa e sostenibile.
Il futuro del complesso stadio-clinica rimane dunque appeso a un filo, in attesa di un nuovo impulso politico e di un più ampio consenso sociale.







