L’Umbria traccia traiettorie divergenti nel panorama nazionale delineato dalla trentaseiesima edizione del Rapporto sulla Qualità della Vita del Sole 24 Ore, un’analisi storica, avviata nel 1990, che scandaglia il benessere diffuso nei territori italiani.
La provincia di Perugia, nel suo continuo tentativo di risalita, guadagna terreno, scalando tre posizioni rispetto all’anno precedente e posizionandosi al trentesettimo posto in una classifica che ne comprende ben 107 centri urbani.
Al contrario, la provincia di Terni si mantiene salda, confermando una posizione stabile al numero 48, suggerendo una sostanziale tenuta, pur senza significative evoluzioni.
L’avanzata di Perugia è frutto di dinamiche complesse, che si traducono in incrementi significativi in ambiti cruciali.
L’area “Affari e lavoro” registra un balzo di 30 posizioni, indicando un miglioramento delle opportunità occupazionali e un clima economico più favorevole.
Parallelamente, il pilastro “Democrazia e società” ottiene un progresso di 20 posizioni, testimoniando una maggiore partecipazione civica e una gestione amministrativa più efficiente e trasparente.
Tuttavia, questa crescita è mitigata da un arretramento in “Giustizia e sicurezza” (-14 posizioni) e in “Ricchezza e consumi” (-8 posizioni), evidenziando aree di vulnerabilità che richiedono interventi mirati.
La diminuzione in “Giustizia e sicurezza” potrebbe riflettere problematiche legate alla percezione della criminalità, all’efficienza del sistema giudiziario o alla sicurezza percepita dai cittadini.
Il calo in “Ricchezza e consumi” potrebbe denotare un rallentamento della crescita economica e una minore propensione alla spesa.
La provincia di Terni, pur mantenendo una posizione stabile, mostra anch’essa una risposta articolata agli indicatori analizzati.
Il punteggio relativo a “Democrazia e società” si eleva di 27 posizioni, segnalando un rafforzamento della coesione sociale, della fiducia nelle istituzioni e di una maggiore partecipazione attiva alla vita pubblica.
Un incremento di 12 posizioni in “Affari e lavoro” suggerisce un miglioramento del tessuto imprenditoriale locale e una maggiore attrattività per gli investimenti.
Tuttavia, come Perugia, anche Terni subisce battute d’arresto: -18 posizioni in “Giustizia e sicurezza” e altrettante in “Cultura e tempo libero”.
Il calo in “Cultura e tempo libero” potrebbe indicare una carenza di infrastrutture culturali, un’offerta formativa limitata o una minore fruizione delle attività ricreative, fattori che impattano negativamente sulla qualità della vita e sul potenziale attrattivo del territorio.
L’analisi complessiva suggerisce che, nonostante la stabilità di Terni, un’attenzione particolare andrebbe rivolta a queste aree di debolezza per promuovere uno sviluppo più equilibrato e sostenibile.

