Umbria, città a confronto: Perugia sale, Terni ferma nell’indagine Qualità della Vita

Le città umbre di Perugia e Terni si presentano con risultati contrastanti nell’edizione 2025 della prestigiosa indagine “Qualità della Vita” del Sole 24 Ore, un’analisi annuale che, dal 1990, traccia un quadro dettagliato del benessere territoriale in Italia.
Perugia scala tre posizioni nella classifica generale, attestandosi al 37° posto, mentre Terni mantiene la sua posizione, rimanendo al 48° in un panorama di 107 centri urbani valutati.
L’indagine, che considera un ampio spettro di indicatori, rivela dinamiche complesse e specifiche per ciascuna provincia.
A Perugia, il balzo in avanti nella classifica generale è trainato da un significativo miglioramento in due aree cruciali: affari e lavoro, con un incremento di 30 posizioni, e democrazia e società, con un guadagno di 20 posizioni.

Questi risultati suggeriscono un clima più favorevole all’imprenditoria, all’innovazione e a una partecipazione civica più attiva.

Tuttavia, l’analisi mette in luce anche un arretramento in termini di giustizia e sicurezza (-14 posizioni) e un lieve calo nella ricchezza e nei consumi (-8 posizioni), elementi che richiedono un’attenta riflessione e interventi mirati.
La situazione di Terni si caratterizza per un andamento più polarizzato.

La città registra un notevole progresso nella democrazia e nella società (+27 posizioni), segno di una maggiore coesione sociale e di un rafforzamento delle istituzioni locali.
Anche l’area affari e lavoro ottiene un risultato positivo (+12 posizioni), indicando un potenziale di crescita economica.

Tuttavia, un significativo declino in giustizia e sicurezza (-18 posizioni) e un arretramento altrettanto marcato nella cultura e nel tempo libero (-18 posizioni) segnalano delle criticità che impongono un’azione correttiva per migliorare la qualità della vita dei cittadini.
L’indagine del Sole 24 Ore, con la sua complessità di dati e indicatori, offre uno strumento prezioso per comprendere le sfide e le opportunità che attendono i territori italiani, invitando a una riflessione approfondita sulle politiche pubbliche e sulle strategie di sviluppo locale per garantire un futuro più equo e sostenibile.
La disamina puntuale dei risultati, provincia per provincia, consente di identificare le aree di intervento prioritario e di promuovere un dibattito costruttivo tra istituzioni, imprese e cittadini.

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